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«Ricerca etica, senza usare animali»

«Ricerca etica, senza usare animali»

Le associazioni contro lo stabulario e i nuovi laboratori di vivisezione di Unife. Sabato protesta nazionale a Ferrara

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Un doppio “no”, alla sperimentazione animale e alla realizzazione dello stabulario dell'Università di Ferrara. Sono le motivazioni che porteranno in città, sabato 11 ottobre, animalisti provenienti da tutta Italia. Centinaia di sicuro, tuttavia c’è chi parla addirittura di migliaia; in rete la protesta corre ormai da mesi e l’organizzazione di pullman, in partenza in pratica da tutta la penisola, si è fatta instancabile. Ha infatti un respiro nazionale la manifestazione organizzata dall’associazione Animal Defenders, anche se la “scintilla” è tutta locale. «Al polo chimico-biomedico dell'Università - dicono gli organizzatori del corteo che promette di essere pacifico e apartitico - è in corso la realizzazione di nuovi laboratori di vivisezione, i lavori sono stati finanziati attraverso quasi due milioni di euro di fondi pubblici stanziati dalla Regione Emilia-Romagna nell'ambito del Fondo europeo di sviluppo regionale 2007-2013. All’Università di Ferrara gli animali vengono utilizzati a scopo di ricerca soprattutto negli ambiti delle neuroscienze e della farmacologia, in esperimenti tanto inutili quanto crudeli, anche senza anestesia».

Già in passato il futuro stabulario è stato al centro della cronaca cittadina. Nella notte tra il 20 e il 21 marzo scorso gli attivisti di Animal Amnesty misero in scena un’azione simbolica nei cantieri della futura “animal facility” dell'ateneo senza però arrecare alcun danno: decine di metri di nastro giallo con la scritta “scena del crimine, non oltrepassare” vennero apposti ai cantieri del nascente edificio. L'università rispose con un comunicato ufficiale, ribadendo la necessità della sperimentazione animale nella ricerca biomedica. «Certamente – specifica l’ateneo – i modelli animali non sono sempre accuratamente predittivi delle risposte verificabili nell’essere umano, ma nella stragrande maggioranza dei casi lo sono, e con ragionevole accuratezza. Non esiste nessuna rivista scientifica seria che metta in dubbio l’assoluta importanza dello studio di modelli animali per la comprensione di processi biologici o fisiopatologici. È invece certamente vero – affermano ancora da Unife – che gran parte della comunità scientifica si interroga continuamente e responsabilmente sulle iniziative da intraprendere per ridurre l’uso di animali da esperimento e evitare col maggior impegno possibile qualsiasi sofferenza inutile. Per concretizzare tale volontà l’Ateneo di Ferrara ha programmato la realizzazione di una Animal Facility all’avanguardia e i ricercatori si ispirano alla Dichiarazione di Basilea per la limitazione dell’uso degli animali da esperimento e la riduzione delle sofferenze».

Argomentazioni che non persuadono gli animalisti i quali si danno appuntamento a Ferrara: «Chiediamo ricerca etica, senza animali». Al termine del corteo (concentramento nel piazzale della Stazione alle 14.30, partenza alle 15) si terrà una conferenza tenuta da Massimo Tettamanti, chimico ambientale e responsabile legale del progetto “Italia Senza Vivisezione”, e da Valeria Roni, consulente scientifico Lega Antivivisezionista. Tante le associazioni che hanno aderito, tra queste: Lav, Comitato Montichiari contro Green Hill, Animal Liberation, Irriducibili Toscani­_Liberazione Animale, Fronte Animalista, Lega del Cane Ferrara, Oipa Ferrara, Enpa Ferrara, A Coda Alta.

Fabio Terminali

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