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Stati Uniti, l’amico invadente che entra in casa dell’Europa

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Dibattito sui cambiamenti dei rapporti tra le nazioni e i conflitti tra i Paesi «Ci sono guerre in atto che nemmeno le maggiori potenze potrebbero combattere»

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FERRARA. "L'amico invadente", l'appuntamento geopolitico svoltosi ieri mattina al Teatro Comunale di Ferrara, ha posto al centro del discorso il cambiamento dei rapporti tra Europa e Stati Uniti.

La magia di Internazionale a Ferrara è proprio questa: vedere un teatro da novecento posti praticamente esaurito, di sabato, all'ora di pranzo. Non importa quanto complessa possa essere la materia affrontata perché, in questi tre giorni, la città viene invasa da giovani (e non solo) affamati di sapere, pronti a inghiottire, una conferenza dopo l'altra, il corposo week end internazionale. Non a caso si dice che per tre giorni Ferrara diventa la redazione più grande del mondo.

Al dibattito moderato da Luigi Spinola di Pagina 99, hanno partecipato Bernard Guetta del France Inter, Josef Joffe di Die Zeit e David Rieff, giornalista statunitense. La discussione è ruotata attorno alla debolezza dell'unità europea, al ruolo che giocano gli Stati Uniti nel Vecchio continente e ai conflitti tra Paesi. «Negli ultimi decenni sono cambiati i rapporti tra le nazioni? Le nostre priorità sono diverse o ancora le stesse? Il tema di oggi è - afferma Spinola - molto ampio e frammentato. Cos'è cambiato dalla caduta del Muro di Berlino di cui tra poche settimane ricorrono i 25 anni?».

Il coordinatore ha voluto «mettere le mani avanti», la «carne al fuoco è tanta» e il pubblico è attento. «Negli anni nelle persone è maturata la convinzione che nel mondo le guerre fossero finite. Non è così. Non lo è mai stato. Anche se - spiega Rieff - dalle nostre parti tutto è apparentemente tranquillo, da qualche parte nel mondo, e ora nemmeno tanto lontano, i conflitti armati persistono. Ci sono guerre in atto che nemmeno la Gran Bretagna, che attualmente è sicuramente la miglior potenza militare in Europa, sarebbe in grado di combattere».

Durante la conversazione si è spaziato dall'Ucraina all'Iraq, dalla Russia di oggi all'Unione Sovietica di ieri, dall'11 settembre 2001 alla guerra al terrorismo. Tante le ipotesi, i passaggi e le riflessioni. L'unico punto condiviso da tutti? L'incertezza del futuro.

Samuele Govoni

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