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Donare sangue, un ponte tra le diverse religioni

Donare sangue, un ponte tra le diverse religioni

Cristianesimo, ebraismo e islam accomunati da questo atto di carità Bisi (Avis): «L’associazione non fa alcuna distinzione. Solo gratuità e fratellanza»

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Condividendo il dialogo fra le religioni, il rabbino di Ferrara Luciano Caro ritiene che ci si dovrebbe concentrare di più su ciò che le religioni hanno in comune e su cosa si potrebbe fare insieme.

Fatta questa premessa con la quale ieri ha aperto il convegno “Sangue: dono di vita. Riflessioni interreligiose sulla simbologia del sangue ed il suo dono” promosso dall'Avis Comunale, è entrato nel vivo del tema.

«Per gli ebrei vi sono restrizioni per la donazione degli organi - ha proseguito - mentre è ammessa la donazione del sangue. Nell'Antico Testamento si parla moltissimo di sangue e con diverse argomentazioni relative anche all'alimentazione; l'uomo infatti fu creato vegetariano e cambiò “provvisoriamente” abitudini solo dopo il diluvio. Sangue in ebraico si dice “dam“ e basta anteporgli la lettera A per avere Adam il nome del primo uomo quasi a evidenziare il legame fra la terra, l'uomo e il sangue che è vita e quindi ci avvicina a Dio e per questo non si deve speculare su di esso».

Anche per l'imam Fassan Debdoubi della comunità islamica di Ferrara niente donazioni d'organi se questo dovesse mettere a rischio la vita del donatore, (perciò solo un rene e una parte di fegato) mentre il sangue che è invece considerato una delle 5 cose che proteggono la dottrina islamica, deve essere donato gratuitamente, in quanto atto di carità.

«Dopo lo studio di diverse interpretazioni - ha concluso l'imam - oggi possiamo dare il sangue e riceverlo anche dai non musulmani ma sempre senza rischi, poiché noi non siamo liberi di usare il nostro corpo».

Con il Cristianesimo cambiano alcuni principi; il sangue di Cristo che cala dalla croce sulla terra sotto la quale secondo la leggenda vi era la tomba di Abramo, riscatta, salva e redime tutta l'umanità.

«La redenzione di Cristo - ha infatti ricordato don Bedin - arriva a tutti gli uomini e li salva indistintamente. Ma si può anche invertire il concetto; Gesù ha detto: “Avevo fame, sete, mi avete dato da mangiare, da bere…”. E quindi si può aggiungere anche il sangue che ogni cristiano può dare fino al sacrificio della vita».

Sintonie quindi sulla donazione fra le tre religioni monoteiste nonostante qualche piccolo dettaglio e sintonia anche con l'Avis come ha sottolineato il presidente Roberto Bisi che ha puntualizzato: «l'associazione non fa distinzioni di razza o di religione né per il donatore né per chi riceve; ci accomuna inoltre la gratuità a cui noi aggiungiamo la pace e la fratellanza».

Fra i presenti vi erano il vice sindaco Massimo Maisto e il presidente dell'Ente Palio Alessandro Fortini che hanno lodato la bella iniziativa mentre i ringraziamenti per la prestigiosa cornice sono andati a Giovanni Bellini presidente della Contrada di Santa Maria in Vado che ha ospitato il convegno. In basso sono elencati i nominativi dei donatori che saranno premiati sabato 11 ottobre alle ore 17 nella Sala Consigliare del Comune di Ferrara.

Margherita Goberti

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