La Nuova Ferrara

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Cona, condanna per la montagna di terra

di Daniele Predieri

Era una discarica abusiva, pena di 1 anno al presidente del Consorzio, Bonfatti. La difesa: tutto regolare, appelleremo

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Era terra di scavo, accumulata di fianco all’ospedale di Cona in costruzione, diventando una montagna di 150mila metri cubi di terriccio misto anche a scarti di lavorazioni edilizie del cantiere. Quella montagna di terra, con colonne di camion in fila venne trasferita in due aree, ad Aguscello a ridosso della Superstrada e nei pressi del piccolo aeroporto del Volo a vela. Quella terra, però, non poteva essere spostata in questi due luoghi, trasformati, di fatto - vista la conclusione del processo - in una discarica abusiva. Per questo motivo Gisberto Bonfatti, presidente Consorzio Cona, imputato della violazione in materia ambientale di discarica abusiva, appunto, è stato condannato alla pena di 1 anno di arresto dal giudice Alessandra Testoni che ha sanzionato lo stesso Consorzio Cona con una stangata da 60 mila, ordinando anche confisca dei terreni di proprietà del Consorzio e lo sgombero di quella montagna di terreno, diventato di fatto - secondo le norme contestate (accolte) cumulo di rifiuti. Non pericolosi, si intende, ma il giudice ha accolto la tesi d’accusa sostenuta dalla procura, (in aula il pm Stefano Longhi) che aveva attivato l’inchiesta dopo il sequestro delle aree da parte dei carabinieri del Noe e delle analisi dell’Arpa. Ribadiamo che il terricio non era (e non è) pericoloso, ma (per spiegare) era «inquinato» da scarti di lavorazioni del cantiere edile di Cona, e dunque non assimilabile a terra agricola.

La difesa di Bonfatti, (avvocato Riccardo Pellicciardi di Modena) ha invece eccepito - e lo ha fatto fin dai primi momenti, che quella era ed è solo terra di scavo. Il problema è che quel terreno sarebbe dovuto essere usato per la costruzione delle tangenziali di Ravenna e Argenta: ma si sa, i lavori pubblici si bloccano e gli anni passano. Così, dopo anni, per la fretta di sgomberare (e aprire l’ospedale) vennero trovate le aree - secondo l’accusa - dove stoccare tutta questa terra: ma Consorzio Cona lo fece in modo illegale. Niente affatto, spiegava ieri da Modena l’avvocato Pellicciardi , che assisteva Bonfatti e altri due dirigenti del Consorzio Cona (entrambi assolti, direttore lavori e cantiere, i tecnici Venturelli ed Alvisi), «noi ribadiamo ancora che si trattava di terra e non era rifiuto. Ora attendiamo le motivazioni del giudice (tra 60 giorni) ma posso dire che il ricorso in appello è nelle nostre intenzioni per ribadire la assoluta correttezza dell’operazione».

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