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«Era la nostra bimba e l’unico sorriso»

di Annarita Bova
«Era la nostra bimba e l’unico sorriso»

Goro in lutto per la morte di Naomi Cavalieri. La zia: si è spenta sotto i nostri occhi e l’ambulanza in fiera non c’era

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GORO. «Era la figlia di tutti, la nostra bambina. Ci mancherà tutto di lei». Naomi Cavalieri, 19 anni di Goro, è morta domenica pomeriggio a Bosco Mesola. Era su una giostra, rideva felice. Ad un tratto il sorriso è svanito lasciando spazio ad un smorfia di dolore e per la ragazzina dai capelli scuri e dagli occhi vivaci non c’è stato più niente da fare. Il suo cuore si è fermato e non è più ripartito. «Eravamo alla fiera - racconta con un filo di voce la zia Angelina - stavamo chiacchierando quando abbiamo sentito accendersi l’altoparlante. Cercavano con urgenza un medico che potesse intervenire in zona giostre. C’era mia figlia li, così siamo corsi ed abbiamo trovato Naomi a terra aiutata da un vigile e dal titolare delle giostre stesse. Era priva di sensi, non dava segnali di ripresa». Così, «abbiamo detto che eravamo parenti e assieme al vigile, prima mio marito e poi io, abbiamo fatto la respirazione bocca a bocca in attesa del 118». E qui inizia lo sfogo. «Siamo già stati dai carabinieri e faremo denuncia. L’ambulanza è arrivata da Lagosanto, ha fatto fatica a passare tra i banchi, in tutto Bosco Mesola, nonostante la presenza della Nico Soccorso non c’era nessun mezzo disponibile. Possibile? Con una fiera di quelle dimensioni? È una vergogna, una situazione inaccettabile e andremo fino in fondo per capire se ci sono delle responsabilità». E aggiunge, «l’ambulanza è dovuta andare via in retromarcia, non riusciva nemmeno a fare manovra. I dottori ci hanno subito detto che la situazione era grave, gravissima». La ragazza è stata portata fino al campo sportivo dove intanto ha atterrato l’elisoccorso ma nulla è stato possibile. Il cuore della 19ene si è arreso e l’elicottero è ripartito vuoto mentre Naomi è stata comunque portata all’ospedale di Cona. Con lei la mamma, il papà e la sorella che sono arrivati appena possibile a Bosco. «Una tragedia, una vera tragedia - continua senza trovare pace la donna - Sembrava di vivere un incubo invece è la realtà: Naomi non c’è più».

Era forse un cuore stanco, il suo. Naomi ha iniziato a lottare contro una malattia di quelle che poche volte lascia scampo già all’età di tre anni ed aveva vinto.

«Stava bene adesso - dicono con la voce piena di pianto dal porto di Goro - Rideva, giocava, era felice. Uno scricciolo pieno di energie, un esempio per tanti». Naomi Cavalieri lascia la mamma, il papà (orginario di Volania) ed una sorella più grande, questi ultimi soci del Copego (Consorzio pescatori di Goro). Viste le circostanze, sul suo corpo è stata disposta l’autopsia e i funerali avranno luogo molto probabilmente giovedì.

«Era bella, Noemi - dicono dal Copego - di quelle bellezze profonde, che vanno oltre l’aspetto fisico e riescono ad arrivare al cuore delle persone. Ha sofferto, tanto, troppo. Ha avuto una vita fatta di alti, bassi e dolore che nessuno, soprattutto se bambino, merita. Però rideva, rideva sempre».

«Era la figlia di tutti in paese - vanno avanti dal Consorzio - l’abbiamo sempre considerata una bambina nonostante fosse già donna. La sua morte oggi è un fulmine a ciel sereno perché pensavamo ce l’avesse fatta, eravamo convinti avesse vinto lei. E invece, alla fine, il suo corpo non ha retto». Noemi andava a ballare, in discoteca con i suoi amici di sempre. Ha frequentato per qualche tempo le scuole a Codigoro e per tutta l’estate si è divertita con la sua compagnia. Ed anche domenica ha deciso di andare a Bosco per passare un pomeriggio diverso in occasione della sagra.

«L’abbiamo saputo dai parenti, è stato un continuo telefonare. In un primo momento sembrava ce la potesse anche fare ma poi...». Poi il buio, la voglia di stare in silenzio e di non stare nemmeno a cercarle le “parole giuste” perché nessuna frase può raccontare il dolore che si prova per la morte di una ragazza di 19 anni. «Siamo vicini alla famiglia, per loro ci saremo sempre», fanno sapere dal Copego. Cordoglio anche da parte dell’amministrazione comunale. «Morire così giovani è un controsenso - dice il sindaco Diego Viviani - A 19 anni si dovrebbe solo guardare lontano ed essere felici. Naomi ha dimostrato di avere tanto coraggio e con lei la sua famiglia. Il dolore di Goro è profondo e nessuno di noi dimenticherà mai quel sorriso che tanto ci ha insegnato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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