«Non saremo satelliti nell’area vasta»
Trombelli (Scuola di Medicina): stiamo riorganizzando l’assistenza, dimostreremo che la nostra offerta è di alto livello
Il futuro della Scuola di Medicina? «Chi continua a ripetere che rischia di chiudere o di trasformarsi in un satellite di qualche altra università non sa o vuole ignorare cosa rappresenta l’ex facoltà all’interno dell’università di Ferrara e nella città», risponde di getto il presidente, Leonardo Trombelli.
Oggi però la dimensione locale o provinciale sembra più ancorata al passato mentre si parla di aree vaste e aggregazioni di sistemi territoriali.
Ragionare in una logica di economie di scala, ampliando la dimensione per guadagnare in efficienza, è diventato essenziale in molti campi e la sanità non fa eccezione. Come Scuola di Medicina abbiamo appena completato un percorso di autovalutazione interna avviato a marzo e concluso a settembre 2014. Su mandato del rettore e in collaborazione con i due direttori generali di Asl e S. Anna abbiamo condotto una ricognizione sulle specificità assistenziali della Scuola di Medicina tenendo conto del contesto sanitario di riferimento, provinciale e di area vasta. Voglio ricordare che su 17mila studenti dell’università di Ferrara oltre 4mila frequentano i corsi di medicina e più di 300 sono i medici in formazione. Le specificità assistenziali (cardiologia, pneumologia, neurologias etc.) sono una cinquantina, un quarto di queste ha un indice piuttosto elevato nelle classifiche che misurano l’importanza di quell’attività nel mondo della ricerca, un terzo presenta una forte interconnessione tra attività didattica, di ricerca e assistenziale, ciò che si insegna - cioè - vale per il lavoro in corsia.
Come utilizzerete i dati che avete raccolto?
Stiamo avviando un accorpamento di funzioni assistenziali in macro-aree per poter valutare ancora meglio la solidità dell’offerta.
Può fare qualche esempio?
Oncologia, vascolare, pneumologia, riabilitazione testa-collo, e così via. Stiamo elaborando una proposta complessiva che implica anche l’attribuzione di un ranking.
Una valutazione, quindi, su affidabilità e risultati. Nei prossimi due anni dovrete trovare i sostituti di stimati direttori che vanno in pensione.
Il terzo di attività che abbiamo monitorato e che ha ottenuto l’indice più elevato risentirà molto parzialmente dei pensionamenti in agenda. Sul centinaio di posizioni apicali che saranno nominate dall’università (ordinari, associati, ricercatori) circa un terzo riguarderà la Scuola di Medicina e 14 su 18, cioè le posizioni su cui abbiamo finora espresso le scelte, riguardano materie cliniche. Il numero di figure che saranno convenzionate con le aziende sanitarie sarà più alto che in passato.
Si dice che il prossimo direttore di Ostetricia-Ginecologia arriverà da Foggia, il prof. Pantaleo Greco.
Ostetricia sarà coperta a breve, altre assegnazioni sono già state fatte o lo saranno per Pediatria, Neurologia, Anatomia patologica, Chirurgia generale, Endocrinologia, Medicina interna. Facciamo il possibile, ma dobbiamo fare i conti con il vincolo del turn over. In pratica ogni due assunti che escono ne può entrare solo uno.
Secondo il sindacato Anaao la componente universitaria è favorita dall’azienda S. Anna rispetto a quella ospedaliera.
La collaborazione con l’azienda ospedaliera è molto buona, c’è un ottimo livello di integrazione, nessuna prevaricazione - ci tengo a sottolinearlo - è stata compiuta ai danni dei reparti ospedalieri. Dico solo che la Scuola di Medicina rappresenta una risorsa importante per la città e per l’Università. Va difesa perché è un valore.
E la sostituzione dei direttori che vanno in pensione, oggi professori ordinari (cioè di prima fascia) con associati (seconda fascia)?
C’è un accordo con l’azienda Sant’Anna che prevede questa possibilità. Ma si tratta di professori che stanno conseguendo l’abilitazione a professore ordinario. Si tratta di professionisti che hanno dimostrato di valere sul campo, il motivo per cui si ricorre a queste figure rispetto ai professori di prima fascia è il budget, abbiamo dei vincoli economici da rispettare, ma non è in discussione la competenza di chi fa assistenza.
Il San Giorgio sarà o no un Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) nel campo della Riabilitazione ?
Abbiamo bandito un concorso pubblico per il ruolo di ordinario di Medicina della Riabilitazione. Potrebbe essere una importante macro-area da valorizzare, sull’Irccs stiamo ragionando ma al momento non è una priorità. Vogliamo mantenere la compattezza della Scuola di Medicina.
Al Sant’Anna, dice l’Anaao, i tempi per gli interventi chrurgici si sono molto allungati.
Università e azienda ospedaliera probabilmente possono migliorare l’efficienza attraverso una specifica riorganizzazione, in questa ottica è anche previsto un bando per assumere un professore ordinario di chirurgia.
Gioele Caccia
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