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alla rocca - incontro con la reporter Maisa Saleh

Racconti di guerra in Siria

Racconti di guerra in Siria

Domani prosegue il Festival Internazionale con “#Chicago Girl”

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CENTO. Con la proiezione di “#chicagoGirl – The social network takes on a dictator” (di Joe Piscatella), domani (ore 21) alla Rocca, proseguiranno le iniziative del Festival Internazionale. Il primo degli appuntamenti con Mondovisioni, una serie di documentari di attualità, informazione e diritti umani che verranno proposti per sei mercoledì fino al 12 novembre. Una nuova iniziativa, dopo la proiezione del film 'Va’ pensiero. Storie ambulanti' di Dagmawi Yimer, introdotto dallo stesso regista e da Francesca Sibani di Internazionale, e dal successo riscosso dall'appuntamento, rivolto soprattutto alle scuole superiori della città, con la reporter siriana Maisa Saleh. Un racconto drammatico, quello della giornalista, prima incarcerata in Siria, poi liberata ma con l'obbligo di esilio in Turchia, intervistata sabato mattina da Lorenzo Trombetta (giornalista Ansa che vive a Beirut da 10 anni) in occasione dell'inaugurazione della tappa centese del Festival Internazionale. Intervenuta per denunciare i soprusi e le violenze del regime siriano di Assad, “il regno del silenzio”, la Saleh ha parlato degli arresti indiscriminati, delle bombe sulle città, della mancanza di libertà imposta dal regime dal presidente sciita Bashar al-Assad, alle condizioni disumane delle carceri, dove le torture avvengono ad ogni ora del giorno. A combattere sul territorio siriano, l'Esercito Libero rivoluzionario, la forza armata che lotta contro le forze siriane e il governo di al-Assad. Ma non solo, anche lo Stato Islamico (Isis) che «Da oltre un anno e mezzo cerca di imporsi sulla popolazioni siriane e irachene commettendo crimini di incredibile barbaria. In questa spirale di violenza e di sangue, la resistenza di una società civile emergente, la Saleh è una rappresentante esemplare di quella Siria civile e non violenta che con coraggio lotta per salvare vite e ricostruire servizi, per un paese migliore». Ecco cosa sta accadendo in Siria. Attraverso racconti di vita vissuta, dalle tinte e dai toni drammatici, la reporter siriana ha colpito i tanti presenti, parlando di «una guerra che non è più solo siriana fatta di lotte intestine per la conquista del potere, ma è diventata una guerra fredda tra molti Stati del mondo, che giocano su una scacchiera, quella del Medio Oriente, fatta di accordi internazionali ed interessi economici». (be.ba.)

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