«Sentinelle in piedi contestate Libertà sempre più ridotta»
In molte città italiane, Bologna la più vicina a Ferrara, domenica scorsa si sono tenute manifestazioni delle “Sentinelle in piedi” che sono state «oggetto di attacchi e di percosse mentre...
In molte città italiane, Bologna la più vicina a Ferrara, domenica scorsa si sono tenute manifestazioni delle “Sentinelle in piedi” che sono state «oggetto di attacchi e di percosse mentre manifestavano silenziosamente e dignitosamente per il grande valore della vita e della libertà umana». Per questo motivo, l'Arcivescovo di Ferrara-Comacchio monsignor Luigi Negri commenta che si tratta di «una vicenda triste ma largamente anticipata. Per oltre cinquant'anni questi facinorosi, che percuotono gli altri accusandoli di essere fascisti, me li sono visti davanti in tutti gli ambiti in cui la vita professionale e pastorale mi ha posto, soprattutto le scuole e le università, dove ho tentato - credo in modo positivo - di aiutare migliaia di giovani a recuperare la propria identità cattolica e a vivere una presenza cristiana nell'ambiente animata dalla verità della fede e da una grande capacità di carità e di incontro con gli uomini». Monsignor Negri si sofferma su un brano della Centesimus Annus «in cui - spiega - San Giovanni Paolo II afferma che quando la chiesa lavora per la libertà non lo fa solo per se stessa ma per tutti gli uomini, i popoli e le nazioni». «Questi margini di libertà sono evidentemente in progressiva riduzione nel nostro Paese - ammonisce il vescovo di Ferrara - contrariamente al dettato costituzionale che mette la libertà personale e sociale a fondamento dell'intero ordinamento democratico».
«Molti - sottolinea -, a partire dalle istituzioni, devono riflettere su questo degrado che oggi vede una sempre maggiore difficoltà della libertà ad essere praticata sull'intero territorio nazionale. E lo stesso devono fare certi organi di stampa, perché questa notizia è stata evidentemente e volutamente eliminata da molti. Quella stessa stampa che ci satura di informazioni sulle partite di calcio e di dettagli sulle effusioni dei personaggi dello spettacolo e della politica».
Monsignor Negri ritiene che «il popolo cattolico debba restare saldo nella sua adesione ai principi della dottrina sociale della Chiesa e disponibile ad una presenza nella vita della società che dimostri come l'amore alla propria libertà può divenire lavoro, fatica e sofferenza affinché questa stessa libertà non venga tolta o ridotta a nessuno». «Chi - conclude -, nel mondo cattolico, sta lavorando ad una progressiva riduzione dell'esperienza cristiana a spiritualismo soggettivista e privato, eliminando ogni tensione alla presenza dei cattolici nella vita culturale e sociale, forse dovrebbe sapere che sta assumendosi una gravissima responsabilità di collusione nei confronti di questa situazione. Si tratta di una responsabilità che ciascuno porterà davanti alla propria coscienza e davanti al Signore Gesù Cristo».
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