Condannato a tre anni per una rapina in banca
Ieri il processo: un 45enne residente a Cologna ritenuto colpevole dai giudici Il colpo nel novembre 2013, nel Padovano, in una filiale del Monte dei Paschi
COLOGNA. Il tribunale di Padova ha condannato a tre anni di carcere Lucio Marsilio per una rapina avvenuta nella filiale del Monte dei Paschi a Candiana (Padova), in via Roma.
L’uomo, 45enne originario di Piove di Sacco ma residente a Cologna, era stato arrestato nel maggio scorso in base a un’ordinanza di custodia cautelare. Con lui era finito in manette pure Sandro Marangon, 55 anni originario di Porto Viro (Rovigo), ma quest’ultimo è stato assolto sia pure con la formula che la prova è insufficiente o contraddittoria.
Il colpo risale al pomeriggio del 28 novembre 2013. Un bandito, con il volto mascherato da una calzamaglia nera, era entrato nell’istituto che si trova nel centro di Candiana e, taglierino in mano, aveva costretto il direttore e due cassiere a consegnargli tremila euro in contanti. Poi era scappato salendo a bordo di una Lancia Lybra grigia guidata da un complice.
Il direttore aveva cercato di inseguire il bandito ed era riuscito a vedere il complice annotando anche il modello e il colore dell'auto utilizzata. Determinante, però, erano stati gli elementi raccolti dai carabinieri grazie alle telecamere a circuito chiuso piazzate sia all’interno che all’esterno dell’istituto di credito. Il malvivente era risultato di corporatura robusta con una camminata particolare.
Così, consultando la banca dati che “scheda” quanti hanno precedenti penali, gli inquirenti erano stati in grado di risalire a Marsilio, conosciuto proprio per il caratteristico modo di camminare. Poi si è scoperto che da Pontelongo, dove viveva, si era trasferito nel Ferrarese insieme a un altro veneto pure noto alle forze dell'ordine, Sandro Marangon.
I due amici, infatti, avevano in gestione un circolo-trattoria a Jolanda di Savoia (Ferrara). E il tragitto casa-lavoro lo percorrevano proprio a bordo di una Lancia Lybra grigia.
Marsilio era stato incastrato anche da alcuni vestiti sequestrati durante una perquisizione a casa sua. Tuttavia a carico di Marangon, che era finito agli arresti domiciliari e non in carcere come Marsilio, non sono stati trovati elementi di prova forti in grado di sostenere l’accusa alla verifica processuale. Almeno secondo i giudici.
Cristina Genesin
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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