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Da tre a una cassa edile «Il settore peserà di più»

Da tre a una cassa edile «Il settore peserà di più»

Per la prima volta assieme tutte le associazioni datoriali e le sigle sindacali La crisi è stata la vera molla: -66% le compravendite, -64% erogazione mutui

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Da tre casse edili (industriale, artigianale e cooperativa, divise una dall’altra) a una sola. Unitaria: un modo più razionale per interfacciarsi con il mondo della committenza. Formalmente si è già partiti il 1° ottobre, dopo la sottoscrizione dell’intesa del 17 luglio scorso, anche se servirà tempo per andare a pieno regime. Come del resto ne è servito, e non poco, per mettere d’accordo tante sigle diverse: associazioni datoriali (Ance, Cna, Confartigianato, LegaCoop, Agci, Confcooperative) e organizzazioni dei lavoratori (Fillea-Cgil Filca-Cisl, Feneal-Uil). Ora comunque la Cassa Edile unica è realtà. «Nella nostra provincia, così piccola – spiega Fabrizio Rubini (Ance) - averne tre era ormai diventato anacronistico; si pensi che a Milano ne esiste solo una. Si tratta tecnicamente di una fusione per incorporazione in Ance. La crisi è stata la vera molla». Una congiuntura a tutti gli effetti drammatica, nel settore dell’edilizia, che non accenna a migliorare. Solo qualche numero, confrontando i dati odierni con quelli del 2006/2007: -66% nelle compravendite di immobili residenziali, -64% nell’erogazione di mutui sempre per il comparto delle abitazioni, -73% per quello non residenziale. Secondo il Sole24Ore, i permessi di costruire in provincia sono calati del 93% in provincia negli ultimi sette anni. «Non pretendiamo che l’unificazione possa risolvere questa situazione, però diventava urgente», segnala Rubini, il quale sarà il primo presidente di un consiglio d’amministrazione a 12 membri che si è dato una rotazione triennale: lunedì prossimo la seduta del “battesimo”.

La confluenza di Cedaf Artigianato e di Celcof Cooperazione nella Cassa Edile segue l’unificazione dell’Euspe (la Scuola Edile professionale) con il Ctp (il Comitato tecnico paritetico che si occupava di sicurezza del lavoro), attuata l’anno scorso, costituendo Edil Form. In generale si punta all’ottimizzazione delle risorse, all’ampliamento dei servizi, alla diminuzione degli oneri per le imprese e a una maggiore competitività. Ora si avrà in tempo reale una fotografia dell’esistente da cui dare forma a qualsiasi ragionamento improntato a rilanciare il comparto edilizio e l’occupazione. La fusione inoltre mira ad acquisire maggiore “peso” nei rapporti con la pubblica amministrazione. Compiacimento anche dai sindacati, concentrati sulle maggiori prestazioni di cui beneficeranno, in termini assistenziali, i lavoratori.

Oltre a Rubini, in conferenza stampa c’erano: Roberto Bonora, direttore Unindustria; Corradino Merli, direttore provinciale Cna; Riccardo Mantovani, responsabile sindacale Confartigianato; Riccardo Roccati, Cna Costruzioni; Enrica Bimbatti, Ance; Livio Caravita, LegaCoop-Aci; Sandro Guizzardi, Fillea-Cgil; Corrado Pola, Filca-Cisl; Carlo Rivetti, Feneal-Uil.

Fabio Terminali

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