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il nuovo comandante Andriotto

Il vigile che bada anche ai fiumi «Ma siamo pochi»

Il vigile che bada anche ai fiumi «Ma siamo pochi»

Dalle caratteristiche di una realtà pedemontana alle peculiarità (e criticità) di un territorio di pianura. È stato un cambiamento radicale quello che Ermanno Andriotto, neocomandante provinciale dei...

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Dalle caratteristiche di una realtà pedemontana alle peculiarità (e criticità) di un territorio di pianura.

È stato un cambiamento radicale quello che Ermanno Andriotto, neocomandante provinciale dei vigili del fuoco di Ferrara, ha affrontato nel prendere servizio nella caserma di via Verga, il 15 settembre. Originario di Adria, laureato in Ingegneria Civile a Padova, Andriotto è entrato nei vigili del fuoco nel 1990 dopo aver insegnato matematica alle scuole superiori e gestito uno studio tecnico professionale. Ha 52 anni, è sposato e ha due figli. L’Emilia Romagna, spiega, è la terza regione in cui ha prestato servizio, dopo essere stato vicecomandante a Rovigo e Vicenza e comandante a Cuneo; ma è stato anche comandante del campo base di Pizzoli, nel post-terremoto in Abruzzo, ha partecipato all’attività di soccorso dopo il sisma in Umbria mentre nel 1994, mentre era vicecomandante a Rovigo, prese parte alle operazioni per alzare il ponte a Pontelagoscuro, durante la piena del Po. Un’esperienza che riporta direttamente a uno dei grandi temi di questo territorio, il rapporto con i fiumi (Po e Reno soprattutto) e l’attenzione al rischio alluvioni, a cui si aggiunge il Petrolchimico con i protocolli e piani di emergenza.

In queste prime tre settimane il comandante Andriotto ha incontrato le principali autorità, cui seguiranno gli incontri con i vari amministratori, a cominciare dai sindaci dei Comuni sede dei distaccamenti provinciali, con i colleghi comandanti dei distaccamenti e con le organizzazioni sindacali. Un occhio di riguardo anche ai vigili del fuoco volontari, realtà preziose con cui rapportarsi con la miglior collaborazione possibile. Tema “cronico” e non certo limitato alla realtà ferrarese, invece, quello della carenza di organico stimata -20%. A risentirne, la gestione delle pratiche di prevenzione, l’attività di formazione, la partecipazione alle Commissioni di Vigilanza e alle Commissioni per i piani emergenze esterne. La razionalizzazione delle risorse ha imposto inoltre il trasferimento del Nucleo Sommozzatori a Bologna. «Ma il soccorso è garantito - assicura Andriotto - Inoltre nei mesi estivi a Portogaribaldi è attivo il presidio acquatico con personale specializzato in interventi in acqua».

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