In due a giudizio per concussione
Ufficiale e imprenditore per la procura erano da archiviare: in aula in dicembre
Dovranno presentarsi in tribunale, il prossimo 13 dicembre, Massimiliano Parpiglia, colonnello della Guardia di finanza e l’imprenditore ferrarese, Paolo Ferrari, con attività nel campo dell’abbigliamento e del settore parafarmaceutico: settore quest’ultimo al centro delle accuse mosse ad entrambi per il presunto concorso in concussione verso un imprenditore.
La triangolazione tra i tre è stata ritenuta sospetta: Ferrari aveva venduto gadget per cifre attorno ai 20mila euro e a metterlo in contatto con l’ imprenditore fu Parpiglia. In realtà fu l’imprenditore a contattare l’ufficiale, chiedendogli se conoscesse qualcuno del settore parafarmaceutico, e poi si limitò ad indirizzarlo a Ferrari, suo conoscente, lasciando ai due la trattativa commerciale. E’ importante anche ribadire, sottolineano le difese (avvocati Bova, Mazzacuva e Sgubbi) che lo stesso imprenditore non ha mai riferito di aver subito nè minacce nè indicazioni. Ma secondo l’ipotesi d’accusa, i contatti sarebbero stata una induzione e da qui l’accusa. Accusa che era già caduta nei confronti di Parpiglia e Ferrari: la procura cittadina, la pm Patrizia Castaldini aveva già chiesto l’archiviazione ritenendo non sussistente il reato di concussione: dopo la richiesta di archiviazione il gip impose l’imputazione coatta e ieri mattina davanti al gip Monica Bighetti, i due sono stati rinviati a giudizio per il 13 dicembre. «Dimostreremo la nostra estraneità - spiegano le difese - e che la procura aveva visto giusto ritenendo insussistente il reato». Ricordiamo che si tratta di processo intricato nato da un ’indagine a Bologna (dove l’ufficiale è sotto processo per corruzione per il caso Rimini Yacht), poi trasferita qui in città.
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