Ultima chiamata per l’alloggio pubblico: «Confermate la domanda»
Ultima chiamata per confermare le domande di alloggio Erp. Quest’anno è infatti entrato in vigore un nuovo regolamento per assegnare gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, che prevede anche...
Ultima chiamata per confermare le domande di alloggio Erp. Quest’anno è infatti entrato in vigore un nuovo regolamento per assegnare gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, che prevede anche un nuovo sistema di calcolo del punteggio. Chiunque abbia presentato domanda per l’assegnazione di un alloggio prima del 30 giugno scorso deve recarsi all’ufficio abitazioni dell’Asp (via Ripagrande 5, è aperto lunedì e mercoledì dalle 9 alle 13 e martedì dalle 14.30 alle 17, telefono 0532 799713), oppure presso uno dei sindacati inquilini più rappresentativi, quali Sunia, Sicet e Uniat. Una prima scadenza era fissata per il 30 settembre, ma è stata prorogata fino a mercoledì 15 ottobre compreso. È cruciale che le persone in graduatoria prima del 30 giugno scorso, se ancora interessate a un alloggio pubblico, vadano a confermare la domanda: in caso contrario saranno cancellate dalle liste dovranno presentare una domanda se vorranno rientrarvi. Finora le conferme sono state davvero poche: appena 440 su 2.107 domande, il 20% circa. «Si tratta di un esito non sufficiente» commenta l’assessore Chiara Sapigni in una conferenza stampa convocata per annunciare la proroga e invitare gli interessati a una conferma. Era prevedibile che un simile passaggio rappresentasse una “pulitura” delle graduatorie, con conseguente assottigliamento, «però 440 su 2.107 è troppo come pulitura». Ma per quale motivo non vengono cercate a una a una le persone che hanno fatto domanda prima del 30 giugno? «Abbiamo telefonato alle persone nelle posizioni più delicate, quelle in emergenza, e in realtà di solito sono loro a chiamarci - ha risposto Sapigni - Non possiamo però destinare risorse nella ricerca di oltre 1.500 persone che nemmeno sappiamo se risiedano ancora nel Comune o se siano ancora tutte in vita».
Gabriele Rasconi
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