M5S, lo strappo di Comacchio: Fabbri: governerà con Tagliani
Mercoledì il sindaco di Ferrara distribuirà le deleghe della nuova Provincia Al primo cittadino grillino forse la responsabilità del turismo
COMACCHIO. Un nuovo strappo alle regole e con i capi del Movimento 5 Stelle è in agenda mercoledì 15 ottobre alle 15. Nel Castello Estense verrà insediato il consiglio della nuova Provincia, così come è stata congegnata dalla riforma Del Rio. Consiglio che in sostanza avrà ruolo e responsabilità di pilotaggio di tutto il territorio ferrarese. L’ingresso del sindaco M5S di Comacchio è certo e dirompente: è stata questa sua decisione a smagliare i rapporti con il movimento.
Ma mercoledì la questione tornerà rovente. Si dà per scontato che il dissidente Fabbri riceverà una delega dal sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani che è alla guida del nuovo ente di coordinamento. Ciò significa che il primo cittadino del centro lagunare assumerà una carica di “governo”.
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In considerazione della natura e della vocazione di Comacchio è probabile che gli incarichi attribuiti a Fabbri potrebbero essere quelli che riguardano il turismo. Così verrebbe temperato l’antico atto di accusa di Comacchio a Ferrara d’essere marginalizzata; e si realizzerebbe lo stesso disegno comacchiese di diventare perno del turismo balneare e ambientale con traiettorie che corrono al Delta e a Venezia, e quindi a Ravenna.
Mercoledì, dunque, lo strappo di Fabbri e a quanto pare di tutta la giunta comacchiese, sarà compiuto. Il sindaco della città delle valli entrerà nell’esecutivo sostenuto da Pd, Psi, Forza Italia, Lega Nord. Cioè fumo negli occhi per Beppe Grillo e per Gianroberto Casaleggio. Quest’ultimo già nella primavera dell’anno scorso avrebbe richiamato all’ordine l’amministrazione di Comacchio perché era stata protagonista di un servizio sul settimanale L’Espresso con i primi distinguo tra il fare amministrazione e l’essere movimento. Equazione non facile che proprio l’altro giorno è comparsa sulla pagina Facebook Cinquestelle Comacchio con questa variazione sul tema: “Tra il dire e il fare... c’è di mezzo chi amministra”. Per riaffermare che la scelta di Fabbri è stata quella di un sindaco e non quella di un esponente M5S. Qui sta la causa dello strappo e della polemica che travaglia l’intero mondo pentastellato ferrarese e anche nazionale: rispondere all’elettorato (tutto), oppure rispettare le regole (tutte) del movimento?
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Il dubbio è stato scavalcatoda Fabbri con la scelta - lo ha dichiarato - di cavare Comacchio dall’isolamento rappresentandola nella nuova Provincia insieme a sindaci di altri partiti. Nell’intervista che ci ha rilasciato alla Sagra dell’Anguilla, il primo cittadino di Comacchio ha recuperato dalla memoria quel che aveva annunciato a Beppe Grillo, proprio nella città lagunare, durante la campagna elettorale del maggio 2012: «Dissi a Grillo che non doveva e non avrebbe dovuto mettere naso nelle questioni locali. Gli spiegai che se lo avesse fatto allora sarei stato libero di dirgli vaffanculo«. Nel solco della tradizione dei piazzaioli “vaffa” cari all’ex comico. Fabbri non andrà alla festa del movimento in programma a Roma, Circo Massimo, nel prossimo fine settimana. Ha raccontato alla Nuova che vi avrebbe partecipato volentieri, ma che è molto impegnato alla Festa dell’Anguilla fra la sua gente. Festa dove è già stato l’amico dissidente sindaco di Parma Federico Pizzarotti. E dove guarda caso domenica prossima sarebbe atteso il primo cittadino di Mira, Alvise Maniero, 26 anni. La Festa dell’Anguilla sta diventando occasione e luogo di contatto fra grillini, di quel tipo che amministra.
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