«Facile giudicare chi amministra». Grilli contro grilli
Il Movimento 5 Stelle di Copparo si sposta verso Fabbri Nel resto della provincia linea dura. Dall’alto, silenzio
COPPARO. Il sindaco Marco Fabbri vola in Provincia e nel Movimento scoppia il caos. Due posizioni parallele ed una terza fino a ieri “intermedia” ma che sembra oggi viaggiare nella direzione di coloro che gridano «Facile giudicare chi è a governare». E intanto dall’alto nessun segnale.
«In questi giorni si e assistito ad un crescente divergenza tra la posizioni del sindaco di Comacchio, Marco Fabbri e la capogruppo dei Grilli Estensi, Ilaria Morghen - dicono dal gruppo consiliare Movimento 5 Stelle di Copparo - Tutto nasce dalla decisione del primo cittadino comacchiese di entrare nel “listone” composto da altre forze politiche in vista delle elezioni del nuovo consiglio provinciale (ora territorio di area vasta) a cui avrebbero dovuto partecipare tutti i consiglieri eletti nei vari comuni. In questo ambito ed appellandosi all’art.48 della Costituzione che afferma “il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico” a Copparo abbiamo sostenuto l’assoluta libertà di voto ed espressione dei nostri tre portavoce in quanto prima cittadini, cari quindi al Movimento stesso, e poi portavoce del medesimo quindi nostri. La questione è delicata: valgono più i diritti dei cittadini o l’orientamento di una forza che rappresenta nelle radici gli stessi?»
E aggiungono, «Noi conosciamo Beppe Grillo come persona di buonsenso, irruente ma intelligente, crediamo alla sua buona fede ma a contempo pensiamo che tutti i cittadini devono essere liberi di esprimersi e così abbiamo fatto». «Se a Copparo ci fossimo stati noi al governo che avremmo fatto? Avremmo ascoltato tutti i cittadini anche i non 5 stelle o avremmo portato avanti il volere di chi comunque non ha la responsabilità di un paese? Sicuramente la prima. Nel MoVimento non si è sempre sostenuto che è importante entrare nelle istituzioni per controllare e portare in luce eventuali situazioni non chiare? Ora nel listone ci sarà Fabbri che vigilerà. Cosa si doveva fare? Lasciare le decisioni a chi ne ha competenza per un 10%?». «Bene allora avanti - concludono - Prima di tutto la sicurezza del cittadino anche se il MoVimento 5 Stelle è contro alle privatizzazioni. Noi dichiariamo di essere oltre e a nostro parere questo è esserlo».
Su Facebook il comacchiese Provasi con sarcasmo ha postato: «la Sindaca Morghen parla come un capo politico. Il Sindaco Fabbri come l'Amministratore di tutti. Trova le differenze».
Completamente diversa la posizione dei grillini di Argenta. «Il tema è molto delicato - sottolinea Luca Bertaccini - e quando è stata ora di votare, abbiamo scritto nel blog chiedendo indicazioni così come avvenuto per le città metropolitane. Nessuno ha risposto e di conseguenza ci siamo allineati nel non voto perché, e non va dimenticato, Fabbri è entrato a far parte di una lista fatta di partiti e questo va contro ogni principio del Movimento». «È vero - aggiunge il consigliere - qualche giorno prima ci ha informati della sua scelta ma certo non coinvolti nella stessa. Fabbri è stato eletto sotto il simbolo del Movimento, forte di un voto di protesta e non può oggi ignorare le sue “origini”».
Cosa avrebbe dovuto fare, dunque? «Informare Grillo, confrontarsi con il Movimento, consultare i cittadini. E quindi muoversi. Ha deciso di andare dritto per la sua strada, può aver fatto bene ma non è quella tracciata nel momento in cui ha iniziato a correre per Comacchio». Eppure dall’alto è ancora silenzio. «Grillo sta osservando. Vuole capire dove si arriverà. Certo ogni mossa viene studiata». Secondo Andrea Castagnoli del Movimento di Codigoro (che è intervenuto nei giorni scorsi) «Fabbri ha fatto una scelta diversa, più legata al territorio; ma secondo me è difficile che possa portare buone idee e pensare liberamente accanto a otto consiglieri del Pd. È stata fatta, con la lista, una vera e propria spartizione dei posti: non si è deciso nulla assieme e le “truppe” di ComacChiaro che se prendi le posizioni che lui ha preso, ti esponi a delle conseguenze». E se invece avesse ragione Fabbri? Se il non intervento di Grillo sia legato ad una presa di coscienza ben precisa?
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