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 un anno dopo la fusione

Massa pretende risultati

dall’inviato Davide Bonesi
Massa pretende risultati

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MASSA. Un anno fa di questi tempi si ragionava ancora in termini di Comune di Massa Fiscaglia, Comune di Migliarino e Comune di Migliaro. Ma il 6 ottobre 2013 il referendum fra i cittadini dei tre Comuni sancì un nuovo percorso politico, quello della fusione nell’unico Comune di Fiscaglia, con successiva elezione (avvenuta lo scorso 25 maggio) del sindaco Sabina Mucchi, ex primo cittadino di Migliarino.

A distanza di un anno esatto siamo andati nelle tre località per incontrare i cittadini e sentire cosa ne pensano della fusione. Quella odierna è la pagina dedicata a Massa, il paese più lontano e forse anche più negativo (almeno dai pareri sentiti) rispetto al lavoro effettuato finora dalla giunta Mucchi. Fra l’altro (come si vede bene dalla foto a destra), la cartolina d’ingresso del paese non è certo il massimo, con il Po trasformato in un blob verdognolo di cui parliamo sotto.

Due le tendenze (riscontrate anche a Migliarino e Migliaro): consapevolezza del poco tempo avuto a disposizione dai nuovi amministratori, ma anche perplessità nei confronti di una fusione che al momento non ha lasciato segni.

Paolo Bonafini mette subito il dito nella piaga parlando del Volano: «La domenica soprattutto si fermavano diverse persone che passavano in barca, ora invece non riescono a passare... Sono negativo sulla fusione, finora non ho visto miglioramento, anzi ci sono meno servizi. Alcuni servizi da Migliaro passeranno a Massa e viceversa, altroché agevolazioni per i cittadini». Sulla stessa linea Massimo Meletti: «Il sindaco pensa solo al suo paese (Migliarino, ndr), basti pensare alla scuola chiusa a Massa, ai 500mila euro per quella nuova, poi i bambini hanno bisogno del pulmino per andare a Borgo Cascina. Mi aspetto che la fusione porti delle cose in più ai cittadini, non solo lavori a Migliarino». Sulla falsariga Ida Scarezzati: «A Massa abbiamo creduto nella fusione perché c’era fiducia nel vicesindaco Manzoli. Non mi aspettavo miracoli, ma qualcosa in più sì, a partire dal sindaco: per me era meglio nuovo. E poi, unendo tre Comuni in crisi era inevitabile che il lavoro sarebbe stato faticoso».

Non mancano però i favorevoli, in questo caso due commercianti. Ecco Arveo Caldironi: «Non ho visto grandi cambiamenti, anche i servizi sono rimasti. Gli accorpamenti sono sempre utili, ero favorevole e frequentando le piazze sento più commenti positivi, poi c’è sempre qualcuno che trova il pelo nell’uovo. Le tasse, in primis Tasi e Imu, restano la nostra gogna». Infine Virna Zangirolami: «È presto per giudicare, ma sono favorevole. Poi a me piace il sindaco Mucchi, la vedo spesso al mercato e in giro, si preoccupa sempre delle persone. Diamole tempo».

Sui temi emersi ecco alcune risposte del sindaco (nominata coordinatore provinciale per l’Associazione nazionale Comuni italiani e delegata per il Ferrarese alle assemblee) Sabina Mucchi: «Equità è il primo obiettivo da centrare. Per la scuola servono dati oggettivi, è un work in progress. Ci sarà ampio confronto fra le tre comunità, l’Istituto comprensivo, insegnanti e genitori. Sarà un percorso partecipato, di definito c’è nulla. Ci sono un polo scolastico unico e uno studio di fattibilità già avviato, ma prima dobbiamo riorganizzare bene le scuole che abbiamo per dare servizi ai nostri bambini. Riguardo al polo scolastico unico daremo un incarico per vedere se ci sono possibilità, caratteristiche e risorse, intanto riorganizziamo tenendo conto delle differenze: a Massa e Migliaro c’è una popolazione giovane e pochi figli, mentre Migliarino è in notevole crescita demografica».

Il sindaco taglia corto sulle presunte dimissioni del vicesindaco Manzoli: «Nessun problema, anzi, ci siamo compattati all’inizio e come allora siamo legati nel perseguire il percorso della fusione».

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