Palazzo Municipale cauto: «Per ora non ci schieriamo»
Sono dieci per il momento i Comuni italiani che da Nord a Sud hanno trascritto, o si sono impegnati a farlo, i matrimoni omosex
FERRARA. Sono dieci per il momento i Comuni italiani che da Nord a Sud hanno trascritto, o si sono impegnati a farlo, i matrimoni omosex. In Emilia Romagna spiccano Bologna e Reggio Emilia, e Ferrara che posizione prende sul tema? Per ora nessuna, prima occorre impostare un rapporto di dialogo e confronto tra i cittadini e le varie associazioni del territorio. «Abbiamo presentato un progetto denominato "Nuove famiglie, nuovi diritti" alla Regione e stiamo aspettando di sapere se potrà essere finanziato. In caso positivo - spiega Annalisa Felletti, assessore comunale alle politiche giovanili - potremo intavolare una serie di incontri, un laboratorio di confronto aperto e in quella sede, dopo un'ampia discussione si potrà arrivare a una eventuale regolamentazione nel registro delle unioni civili».
Attualmente l'amministrazione non si schiera, preferisce prima trattare l'argomento, tanto importante quanto delicato, con i cittadini. In maniera democratica. Nei giorni scorsi Angelino Alfano, ministro dell'Interno, aveva espresso la su contrarietà rispetto alle unioni gay e intimato ai prefetti di cancellare la registrazione dei matrimoni gay. Alle sue esternazioni si sono opposti i Comuni che già si sono detti favorevoli e il Pd è insorto, respingendo il diktat al mittente. «In caso di inerzia - affermava Alfano - si procederà d'ufficio all'annullamento. In Italia non è possibile che ci si sposi tra persone dello stesso sesso, quindi quei matrimoni non possono essere trascritti nei registri dello Stato civile italiano per il semplice motivo che non è consentito dalla legge».
Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha risposto al ministro senza mezzi termini e sembra rimanere fermo sulle sue posizioni; favorevoli alle unioni. «Per ora non ci schieriamo - conclude la Felletti -, aspettiamo il confronto con i ferraresi e poi si deciderà come comportarsi. Intanto aspettiamo di sapere se la Regione contribuirà con un finanziamento al nostro progetto; quello è il punto di partenza».
Samuele Govoni
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