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Si gioca il doppio misto tra i candidati Pd

Si gioca il doppio misto tra i candidati Pd

Ufficializzati gli aspiranti consiglieri regionali. L’ex presidente della Provincia: non ho mai detto che non facevo più politica

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La riunione congiunta dell’assemblea provinciale e della direzione del Pd, l’altra sera a Poggio Renatico, non ha regalato colpi di scena. All’unanimità è stata approvata la lista dei candidati alle regionali (Paolo Calvano, Irene Tagliani, Eric Zaghini e Marcella Zappaterra) presentata dalla segreteria, che aveva “eliminato” dalla rosa l’autocandidato “outsider” Michele Rubbini. Ciascuno corre per sé, oltre che per il partito, partendo però da un doppio misto tennistico. «Io e Irene – spiega Zaghini – faremo una campagna comune, a basso costo, e saremo sullo stesso volantino per dare un punto di vista diverso, alternativo». Dall’altra parte il duo Paolo&Marcella: «Abbiamo condiviso un percorso istituzionale in Provincia» - ricorda il primo, mentre l’ex presidente in Castello parla di «ticket naturale, indispensabile se si vuole far pesare maggiormente la preferenza di genere». Il 23 novembre «tutti saranno contro il Pd, anche se il più grande nemico è l’astensionismo», dice Luigi Vitellio.

Qualche pillola di programma di ciascuno dei “fantastici 4”. «Ognuno di noi – osserva Calvano – pescherà nel bacino che meglio gli si confà al fine di massimizzare i consensi al partito e a Bonaccini. La priorità è il lavoro e come crearlo: deve diventare quasi un ossessione. Avrò poi un’attenzione particolare al mondo dello sport, che mi piacerebbe far tornare alla ribalta. Farò una campagna “low cost”: prenderò in affitto scrivanie negli spazi di coworking aziendale». Anche Irene Tagliani mette al centro il lavoro, «e in particolare i giovani – sottolinea -: c’è bisogno di speranza e che riescano a entrare o magari a creare una loro azienda. Io vengo dal mondo dell’impresa, ringrazio il Pd per l’opportunità». Zaghini punta a rappresentare in lista la cultura liberale: «Serve innovazione – sostiene -, le politiche dell’Emilia Romagna non sono le migliori possibili, in passato erano un’eccellenza. Sul lavoro occorre più coinvolgimento dei privati; in sanità per ridurre i tempi d’attesa si guardi al veneto dove si fanno esami fino alle 10 dieci di sera». La Zappaterra mira a «rafforzare il ruolo di Ferrara nel sistema regionale, facendo capire che qui ci sono eccellenze da valorizzare, in particolare su terziario avanzato, cultura e turismo». E così replica a chi le ricorda che, dopo l’avventura in Provincia, aveva detto che avrebbe lavorato nel privato: «E’ un elemento di speculazione: non ho mai detto che non avrei più fatto politica. Quella scelta l’ho fatta perché trovo giusto che non si debba vivere di sola politica».

Fabio Terminali

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