Tragedia di Massenzatica, dubbi sulla dinamica
Oggi la discussione della perizia in incidente probatorio. Secondo il tecnico anche un ponte con barriere di ultima generazione non avrebbe potuto impedire all'auto di precipitare nel canale. La Bmw probabilmente sterzò per evitare l'impatto con un'altra auto. Ritenuto incongruente il racconto di un testimone. Soddisfatte le difese dei sei indagati. L'avvocato delle parti offese: "Non garantita la sicurezza stradale"
MASSENZATICA. Anche se fosse stato in condizioni di perfetta manutenzione, il parapetto del ponte di Massenzatica non avrebbe potuto reggere all'urto dell'auto con i bordo i quattro ragazzi annegati nel Canal Bianco. Il perito del tribunale ha esposto oggi in incidente probatorio le conclusioni della sua perizia sulla tragedia del 18 marzo scorso, quando quattro giovani annegarono nel Canal Bianco, intrappolati nella Bmw320 volata giù dal ponte. Per quella tragedia sono indagati per omicidio colposo la ex presidente della Provincia di Ferrara Marcella Zappaterra, l'ex assessore provinciale Davide Nardini, il tecnico Mauro Monti, e - per il Comune di Mesola, l'ex sindaco Lorenzo Marchesini, il suo vice Dario Zucconelli e il dirigente tecnico Fabio Zanardi, accusati di non aver garantito lo stato di sicurezza del ponte.
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Oggi la perizia - chiesta dalla procura, svolta da un perito superpartes nominato dal giudice e discussa in contraddittorio tra le parti - ha "scagionato" il ponte ma ha anche ipotizzato un nuovo scenario sulla dinamica stessa dell'incidente. L'auto condotta dal 29ennecomacchiese Matteo Carli, 29 anni e con a bordo Nicoleta Carunto, 20, Liliana Dragnescu, 31 e Stefano Bertaglia, 30, di Ariano Polesine, viaggiava - secondo una stima per difetto- a 68chilometri orari (con un'oscillazione fino a un massimo di 83 km/h) , una velocità ritenuta non adeguata allo stato dei luoghi. E anche se il ponte fosse stato dotato di barriere ad alto contenimento di ultima generazione, tipo H2, tutto questo non sarebbe bastato a impedire alla Bmw di sfondare il parapetto e precipitare, considerati la velocità, la massa dell'auto (1600chili) e l'angolo di impatto (80%, quasi frontale).
Non solo: la perizia del tribunale ipotizza che la Bmw sia stata indotta a sterzare bruscamente per evitare l'impatto con un'altra auto, mentre viene ritenuto incongruente il racconto del testimone che ha riferito di aver visto l'auto inabissarsi. Secondo la ricostruzione peritale, dalla posizione in cui si trovava, il teste non avrebbe potuto assistere a quella scena.
Soddisfatti gli avvocati delle difese: Carmelo Marcello (per Marchesini e Zucconelli), Fabio Anselmo (per Zappaterra), Eugenio Gallerani (per Zanardi), Lorenzo Valgimigli (per Monti) e Riccardo Venturi (per Nardini): "Siamo fiduciosi, alla luce della perizia, che la vicenda si possa chiudere in senso favirevole per i nostri assistiti, con una richiesta di archiviazione", ha detto l'avvocato Marcello.
"La vera questione è un'altra - ha replicato l'avvocato Gianluca Ballo che rappresenta le parti offese - Incalzato dal nostro consulente di parte, il perito del tribunale ha riconosciuto che il ponte era in condizioni pessime, per giunta con le paratìe già danneggiate da un altro incidente. Inoltre quella è una strada provinciale, con un limite di velocità di 90chilometri all'ora, dunque secondo lo stesso perito l'auto viaggiava entro quei limiti. Allora, se in quel punto la velocità di 68 km/h stimata dal perito non è stata ritenuta congrua, è dovere degli enti locali adottare tutte le misure per garantire le massime condizioni di sicurezza delle strade. E spero che questi elementi siano tenuti in giusta considerazione dalla procura".
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