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Comune-farmacie, scontro al Tar

Comune-farmacie, scontro al Tar

Federfarma e Fides contro il nuovo centro servizi dell’Afm 1 in corso Porta Mare: chiederemo i danni

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Farmacisti privati in tribunale contro Afm e Comune. Il casus belli che sta rompendo un equilibrio pluridecennale, segnato dalla divisione di Ferrara in “territori” riservati a titolari di farmacia e all’ex azienda municipalizzata, è stata l’apertura di un punto servizi della Farmacia numero 1, quella di Porta Mare, esattamente dall’altra parte di via Alfonso d’Este. La mossa è stata vista dai privati, ed in particolare da Luigi Boari della farmacia Fides che ha come pianta organica la parte est dell’entromura, come un’invasione di campo e un precedente di proliferazione senza controllo di vendita di farmaci. Di qui il documentatissimo ricorso presentato da Federfarma e Boari al Tar, che se ne occuperà tra qualche giorno, per l’annullamento delle autorizzazioni comunali «all’ampliamento e apertura dei locali» per la Comunale 1, riservandosi di chiedere anche il risarcimento del danno.

La premessa della battaglia legale è che la concorrenza tra farmacie non è libera, ma rinchiusa appunto entro i limiti di una pianta organica che definisce le aree d’influenza di ogni esercizio. «La nostra pianta organica è vecchia di 100 anni, ma sono venuto a sapere solo in quest’occasione che la pianta organica dell’Afm 1, già dal 1980, è stata sovrapposta in parte a quella Fides, entrando all’interno delle mura» annota Boari. Una situazione che ha consentito al Comune di autorizzare l’apertura per l’Afm 1 di un secondo spazio, all’interno delle mura, in un locale di proprietà della stessa amministrazione comunale. «Il progetto è nato quattro anni fa, quando la legge nazionale ha consentito di impiantare in farmacia una serie di servizi, dai fisioterapisti agli infermieri, fino alla vendita di farmaci senza ricetta - è la ricostruzione di Riccardo Zavatti, direttore di Afm - Abbiamo subito pensato alla Porta Mare perché è la farmacia più importante della provincia, ed è ospitata in locali che non consentono di fornire ulteriori servizi. Per prima cosa è stato richiesto in Regione un parere, risultato positivo, sulla possibilità d’individuare i servizi aggiuntivi in locali diversi da quelli della farmacia. Quindi abbiamo acquistato dal Comune e ristrutturato i locali di via Porta Mare, che sono i più vicini alla farmacia, spostandoci una serie di servizi: il Cup, che va 1.400 prenotazioni al mese, i nuovi prodotti da banco (farmaci senza ricetta) e laboratorio, tipo analisi del sangue».

Zavatti respinge le osservazioni dei farmacisti privati, «sono state aperte 10 parafarmacie a Ferrara e non hanno detto nulla, ci muoviamo noi e vanno al Tar. Così s’impedisce lo sviluppo imprenditoriale». Per i privati, «se passa il principio secondo il quale è possibile ampliare l’attività di farmacia aprendo lì vicino, si avrebbe una proliferazione incontrollata di punti vendita - ribatte Boari - Quando una farmacia soffre di carenza di spazi, si sposta in locali più capienti».

C’è infine la questione del primo mese e mezzo di attivazione del servizio, quando l’autorizzazione iniziale del Comune, che parlava di ampliamento della farmacia, consentiva anche la vendita di farmaci da ricetta: «Quell’operazione è stata studiata per migliorare i servizi ai cittadini, non per vendere farmaci, tanto che i locali non sono attrezzati per questo - sottolinea Zavatti - La vendita di farmaci con ricetta può esserci stata all’inizio solo in maniera sporadica, poi l’autorizzazione è cambiata».

Stefano Ciervo

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