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Due ore di sciopero per dire no al Jobs act

Due ore di sciopero per dire no al Jobs act

I lavoratori della Berco incrociano le braccia «per tutelare i diritti acquisiti» E intanto resta acceso anche il confronto interno sulla questione mensa

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COPPARO. I sindacati interni della Berco dicono un secco no al “decreto jobs act (in discussione articolo 18 e Tfr, salario minimo, rappresentanza sindacale e contrattazione decentrata). Per la giornata di oggi le Rsu, le rappresentanze sindacali unitarie, con la Fim, Fiom, Uilm e Ugl su posizioni unitarie (mentre invece in campo nazionale le posizioni sono diverse) hanno proclamato due ore di sciopero, da effettuare a fine turno. «Lo sciopero - recita una nota sindacale Berco - contro la decisione del governo di porre la fiducia sul Jobs act e a sostegno d un confronto vero e trasparente nelle trattative future». Nel contempo, i sindacati interni intervengono anche su importanti problematiche inerenti allo stabilimento e in particolare sul calendario produttivo e la ristrutturazione delle mense interne ed esterne «Per quanto riguarda il calendario produttivo - dicono - le Rsu si riservano di approfondire il discorso con l’azienda, perché si ritiene che così come proposto, non esistono garanzie idonee per i lavoratori. Riteniamo inoltre di dare la precedenza alla ristrutturazione delle mense interne, in quanto fatiscenti, e a tale proposito è richiesto un incontro con la direzione aziendale» concludono le Rsu. Di questo e di altro, in particolare sui dati dell'ultimo fatturato e bilancio della Berco chiuso lo scorso mese di settembre, si parlerà nel faccia a faccia tra le parti già fissato a Copparo per il prossimo 15 ottobre. In cui saranno presenti anche i vertici della Thyssen Krupp, oltre ai manager di Copparo, e dall’altra parte del tavolo, con le Rsu, le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm e Ugl. Si parlerà naturalmente anche dello situazione del mercato internazionale.

Franco Corli

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