«Il materiale qui non c’è» nei guai l’ex dipendente
L’imputato lavorava per Lyondell-Basell, attualmente è il sindaco di Canda Acquistò per conto dell’azienda chimica quasi 30mila euro di merce mai trovata
Ordini, acquisti e consegne di materiale per conto di una importante società del petrolchimico, Lyondell-Basell. Beni per un valore di circa 29mila euro che però l’azienda dice di non aver mai ricevuto. Alla fine il caso approda in tribunale attraverso l’incriminazione di un dipendente che deve rispondere di appropriazione indebita. Il processo si svolge a Ferrara e ha già consentito di ricostruire almeno una parte della vicenda attraverso le deposizioni dei testi. Alessandro Berta, 39 anni, è stato da poco riconfermato sindaco di Canda (Ro), ma da tempo non lavora più nello stabilimento ferrarese. La sua uscita dall’azienda (era un addetto del laboratorio) è collegata proprio al caso giudiziario in corso.
Durante una verifica sui costi svolta quasi tre anni fa un dirigente del servizio - questo ha dichiarato ieri lo stesso dirigente - ha notato che mancavano all’appello alcuni acquisti che invece risultavano sulla lista spese della multinazionale. Berta, individuato come la persona che ricevette la merce (tra cui computer e monitor tv) fu chiamato a fornire spiegazioni, «ma all’inizio non diede una risposta chiara - ha spiegato il teste - e successivamente aggiunse di essere disposto a licenziarsi se la società non avesse presentato denuncia nei suoi confronti». La denuncia fu fatta nel 2012 e la Squadra mobile di Ferrara sequestrò il computer di Berta che fu affidato ad un tecnico per riprodurre una copia dell’hard disk e ricostruire il flusso di ordini e consegne attraverso i documenti (e-mail etc.). Il risultato è stato il rinvio a giudizio dell’ex dipendente di Basell e il dibattimento. Nel corso dell’udienza uno dei testi ha riferito un particolare che ha inserito un giallo nella vicenda. Il teste avrebbe appreso dallo stesso imputato che due persone lo avevano “spinto” a comprare quel materiale. Uno scenario che potrebbe complicare il caso e che potrà essere chiarito dall’imputato se deciderà di rispondere alle domande delle parti (il pm onorario è Stefano Antinori) nel corso della prossima udienza.
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