Il segretario Lega Nord alla Sapigni: "I profughi portali a casa tua"
La polemica: Matteo Salvini contro l'assessore comunale e le sue preoccupazioni sull'accoglienza dei migranti:
"Fai fatica tu, pensa a quanta fatica fanno i ferraresi che lavorano per pagare centinaia di clandestini"
FERRARA. FERRARA. L’invito è rudimentale e immediato, da strada e comizio: signora, non sa più dove ospitare i profughi? Bene, allora se li porti tutti a casa sua. L’esortazione arriva dritta e lombarda dal segretario della Lega Nord Matteo Salvini. La destinataria è Chiara Sapigni, assessore comunale di Ferrara ai Servizi alla Persona. In una nota pubblicata mercoledì dalla Nuova Ferrara la componente della giunta Tagliani, nella prospettiva dell’arrivo di altri 26 stranieri assegnati al nostro territorio dall’operazione Mare Nostrum aveva affermato: «Siamo molto pressati. Fatichiamo a trovare posti»
Infatti con questi ulteriori profughi la consistenza arriva a 224 persone (secondo il quadro della prefettura). Ieri la replica inaspettata di Salvini, sulla sua pagina Facebook. Nel rilasciare l’intervista alla Nuova, lo stesso segretario della Lega Nord ha raccontato che sono stati alcuni supporter ferraresi del Carroccio a segnalargli le affermazioni della Sapigni, intercettate su un giornale online. Appena sulla sua pagina Facebook Salvini ha postato la risposta con l’invito alla Sapigni di ospitare i profughi a casa sua e pensare ai cittadini ferraresi, i commenti non si sono fatti attendere. Ovviamente riguardano gli italiani e la situazione sociale e della sicurezza nella zona Grattacielo.
Salvini, che cosa fa? Va a scovare le dichiarazioni e le apprensioni degli assessori sui profughi, e poi lancia i suoi fulmini?
«Le dichiarazioni dell’assessore ferrarese Sapigni mi sono state indicate attraverso Facebook da un paio di amici della vostra città. Io uso i social network come strumento di lavoro. Così mi vengono segnalate situazioni di tutti i colori e da ogni parte d’Italia, dalla Valtellina, dall’Umbria, dalla Calabria, e in questo caso da Ferrara. La Rete è fonte di informazioni, a volte farlocche, ma in altre assolutamente interessanti».
La soluzione leghista e salviniana al problema qual è?
«È quella di allestire in nord Africa dei centri di identificazione. Sarebbe necessario decidere là chi è effettivamente è profugo o rifugiato politico, e chi invece è emigrato clandestino. Che è la stragrande maggioranza. Secondo i dati del ministero degli Interni i rifugiati politici sono meno del 10 per cento di quelli che ne fanno domanda».
Guardi Salvini che questa soluzione dei centri di identificazione in nord Africa è condivisa anche dal premier Renzi e dalla presidente della Camera Boldrini. Proprio qui a Ferrara, per il festival Internazionale ne hanno parlato.
«Certo, lo so. Io questi centri di identificazione li propongo per affrontare e risolvere le tragedie nel mare Mediterraneo. Anche loro, Renzi e la Boldrini, li propongono. Ma con una differenza: non li fanno. Ad esempio oggi sono arrivati 206 migranti a Marsala e stanno organizzando il solito ponte aereo per trasferirli nelle città dell'Italia settentrionale. Così non va, non può continuare».
Va messo in chiaro, però, che non è vero che i fondi destinati all'accoglienza dei profughi sono dei Comuni. Arrivano dal ministero degli Interni.
«Beh, che cosa cambia? Si tratta sempre e comunque di una rapina agli italiani».
Non è che questa replica alla Sapigni in terreno emiliano-romagnolo è un assist a Alan Fabbri candidato leghista alla presidenza della Regione?
«Si tratta di una casualità. Se possibile io intervengo perché coinvolto, oppure perché incappo in discussioni sui social network o mi vengono segnalate prese di posizione. Alan lo conosco da anni e ha accettato una bella sfida. Dico che il modello amministrativo rappresentato dal suo Comune, Bondeno, è esportabile a livello regionale».
Non dica che è impegnato nella porzione nordista d'Italia, cioè Piemonte, Lombardia e Veneto. Per voi leghisti l'Emilia Romagna è un territorio sempre non aggredibile?
«No, siamo attentissimi all’Emilia Romagna e anche ai dati delle primarie organizzata dal Pd per il suo candidato presidente. Evidentemente la regione è sempre meno rossa e noi siamo in buona crescita». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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