La Nuova Ferrara

Ferrara

Ponte della morte, spunta un’altra auto

di Alessandra Mura
Ponte della morte, spunta un’altra auto

Tragedia di Massenzatica, la perizia: la Bmw con i quattro ragazzi “disturbata” da un’altra vettura. Dubbi sul testimone

3 MINUTI DI LETTURA





La Bmw precipitata dal ponte di Massenzatica e finita nelle acque del Canal Bianco il 18 marzo scorso, potrebbe essere stata “disturbata” da una seconda auto che proveniva dalla direzione opposta.

La perizia disposta dal Tribunale di Ferrara sull’incidente che costò la vita a quattro giovani, ha aperto uno scenario diverso rispetto alla dinamica iniziale. Non solo, il perito Alberto Vallini di Rovigo ha anche ritenuto incongruo il racconto di un testimone che aveva riferito di aver visto la Bmw inabissarsi nel canale, perché da dove si trovava - dall’altra parte della strada - non avrebbe potuto vedere quella scena.

Ieri davanti al gip Tassoni l’ingegner Vallini ha esposto le conclusioni della perizia richiesta dalla procura (pm Savino) nell’ambito dell’inchiesta che vede indagati per omicidio colposo la ex presidente della Provincia Marcella Zappaterra, l'ex assessore provinciale Davide Nardini, il tecnico Mauro Monti, e - per il Comune di Mesola, l'ex sindaco Lorenzo Marchesini, il suo vice Dario Zucconelli e il dirigente tecnico Fabio Zanardi, accusati di non aver garantito lo stato di sicurezza del ponte. Ieri in aula erano presenti Zappaterra, Marchesini e Monti.

Nella sua relazione il perito, come anticipato già alcune settimane fa, “scagiona” il ponte di Massenzatica: anche se fosse stato in condizioni di perfetta manutenzione, il parapetto secondo Vallini non avrebbe potuto “trattenere” sulla carreggiata l'auto condotta dal 29enne comacchiese Matteo Carli e con a bordo Nicoleta Carunto, 20, Liliana Dragnescu, 31 e Stefano Bertaglia 30, di Ariano Polesine, tutti annegati nel Canal Bianco. L'auto viaggiava secondo una stima per difetto a 68chilometri orari (con un'oscillazione fino a un massimo di 83 km/h), una velocità ritenuta non adeguata allo stato dei luoghi. E anche se il ponte fosse stato dotato di barriere ad alto contenimento di ultima generazione, tipo H2, tutto questo non sarebbe bastato a impedire alla Bmw di sfondare il parapetto e precipitare, considerati la velocità, la massa dell'auto (1600chili) e l'angolo di impatto (80%, quasi frontale).

Soddisfatti gli avvocati delle difese: Carmelo Marcello (per Marchesini e Zucconelli), Fabio Anselmo (per Zappaterra), Eugenio Gallerani (per Zanardi), Lorenzo Valgimigli (per Monti) e Riccardo Venturi (per Nardini): «Siamo fiduciosi, alla luce della perizia, che la vicenda si possa chiudere in senso favorevole per i nostri assistiti, con una richiesta di archiviazione», ha detto l'avvocato Marcello.

La vera questione è un'altra - ha replicato l'avvocato Gianluca Ballo che rappresenta le parti offese - Il perito del tribunale, incalzato dal nostro consulente, ha riconosciuto che il ponte era in condizioni pessime, per giunta con le paratìe già danneggiate da un altro incidente. Inoltre quella è una strada provinciale, con un limite di velocità di 90km/h, dunque secondo lo stesso perito l'auto viaggiava entro quei limiti. Allora, se in quel punto la velocità di 68 km/h stimata dal perito non è stata ritenuta congrua, è dovere degli enti locali adottare tutte le misure per garantire le massime condizioni di sicurezza delle strade, a cominciate dall’abbassamento dei limiti. E spero che questi elementi siano tenuti in giusta considerazione dalla procura».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google