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«I 35 euro al giorno? Sono soldi statali». Intervista all'assessore Sapigni

«I 35 euro al giorno? Sono soldi statali». Intervista all'assessore Sapigni

E al leghista Salvini replica: non facciamo nulla di diverso rispetto ad altri Comuni... sarà l’effetto-Bondeno

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Parlare di immigrazione con l'assessore ai Servizi alla Persona Chiara Sapigni senza partire da Matteo Salvini, il segretario della Lega che qualche giorno fa via Facebook le ha detto "Portali tutti a casa tua!" Ci proviamo in questa intervista.

Assessore, sono previsti nuovi arrivi dopo i 26 di una settimana fa?

«Ad oggi non abbiamo notizie, diciamo che possiamo stare tranquilli per un giorno o due. Di più no perché i tempi sono questi».

Proviamo a spiegare una volta per tutte come funziona il sistema?

«L'Emilia Romagna riceve dallo Stato una percentuale di profughi uguale alla percentuale di residenti in Regione rispetto al totale nazionale, cioè il 7%. A sua volta, la provincia di Ferrara ne riceve in base al suo "peso" rispetto al totale regionale, senza contare i Comuni che fanno parte del cratere, ed è ancora il 7%. Insomma, da noi arriva il 7% del 7%».

E dopo, come avviene la ripartizione tra i Comuni?

«La Prefettura, che è l'ufficio territoriale del Governo, ha pubblicato un bando che è stato vinto dall'Associazione Accoglienza di Salvatonica e dall'Asp, la quale a sua volta rappresenta dieci associazioni tra cui Viale K, Caritas e Filippo Franceschi. Queste dispongono di proprie strutture a Ferrara, dove ha dato la propria disponibilità anche l'ostello, mentre nei Comuni in cui non sono presenti vanno a cercare dei locali sul mercato, affidandosi poi ad altri, cooperative e associazioni, per la gestione. A Gallumara, Vigarano e Comacchio è andata così».

Qual è il profilo di queste persone?

«Oggi in grande maggioranza sono uomini adulti, ma nei mesi scorsi sono arrivati anche donne e minori. Non tutti però con Mare Nostrum: ci sono anche persone che si presentano autonomamente e si dichiarano richiedenti asilo».

E una volta individuato un alloggio, che è di loro?

«Fin da quando arrivano all'hub di Bologna, prima dunque di giungere nel Ferrarese, parte la domanda di riconoscimento dello status di rifugiato alla commissione del Ministero dell'Interno, che ha due possibilità: accoglierla, concedendo un permesso di soggiorno pluriennale, oppure non accoglierla, concedendo una protezione umanitaria che consiste in un anno di permesso. Ricordiamo che per i primi sei mesi dalla presentazione della domanda i richiedenti non possono lavorare, proprio per distinguerli dai migranti per motivi economici, ma se entro sei mesi la commissione non si esprime possono iniziare. Proprio per far fronte al maggior lavoro, in luglio le commissioni sono aumentate».

Veniamo a uno degli aspetti più controversi: i famosi 30-35 euro al giorno che vengono stanziati per ciascuno di questi richiedenti. Il Comune non ha niente a che fare con l'aspetto economico, giusto?

«Esatto, non sono soldi nostri, e non li vediamo nemmeno entrare nel nostro bilancio: è lo Stato a pagare direttamente l'Asp e l'Associazione Accoglienza. In realtà, da poco tempo è in vigore un secondo bando, che l'Asp ha vinto al massimo ribasso: oggi riceve 35 euro al giorno per persona, mentre l'Associazione Accoglienza è rimasta a 30».

A questo punto possiamo concludere su Salvini. Come vuole commentare il suo "invito"?

«Ci sono già state varie risposte, mi limito a dire che non facciamo niente di più di quanto fanno gli altri Comuni, Province e Regioni, in un'ottica di collaborazione fra istituzioni».

Ma se l'aspettava un attacco personale dal segretario della Lega?

«Francamente no. Forse la vicinanza del sindaco di Bondeno Fabbri aumenta l'attenzione per il nostro territorio».

Gabriele Rasconi

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