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Increduli i titolari «Mai ricevuta nessuna minaccia»

di Marcello Pulidori
Increduli i titolari «Mai ricevuta nessuna minaccia»

Le parole di Paolo Piazzi, figlio del proprietario I carabinieri seguono la pista dell’atto intimidatorio

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Un incendio voluto, studiato, tanto da mandare in cenere soltanto l’abitacolo dei 10 mezzi spargisale presi di mira. Non certo un ‘lavoro’ da bassa manovalanza, bensì un’incursione criminale affidata a mani esperte. È quanto finora hanno potuto accertare i carabinieri della compagnia di Portomaggiore (di cui è comandante il capitano Roberto Rapino) ed i colleghi del Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche) che ieri mattina sono piombati nel piazzale lungo la Statale Adriatica dove si trova la sede della ditta Faro, dove hanno trascorso ore ad effettuare rilievi, prelevando numerosi reperti che dovranno poi essere analizzati. Un parco macchine che conta decine e decine di mezzi. In aggiunta, c’è un altro particolare assolutamente curioso: l’utilizzo di quella che, comunemente, viene chiamata diavolina, cioè la linea di prodotti per il fuoco più venduta in Italia: un vero must per tutti coloro che posseggono camini e barbecue. Ecco, per bruciare i diversi quadri-comandi e gli interni dei camion spargisale è stata utilizzata proprio della diavolina.

I carabinieri, nel frattempo, non tralasciano alcuna pista, ma il movente appare già abbastanza chiaro: qualcuno, che certamente non vede di buon’occhio il lavoro di questa ditta (che si occupa della pulizia della rete autostradale da Trento a Pescara, con risultati più che apprezzabili), deve aver agito in maniera criminale producendo danni per oltre 300mila euro.

Ipotesi, però, che Paolo Piazzi, figlio del titolare, pur mostrando gentilezza e disponibilità non comuni, non vuole nemmeno sentire: «Non posso dire queste cose. Queste sono cose che saranno accertate da chi di dovere - ci risponde al telefono - , io posso assicurarle di non avere mai ricevuto minacce, nè altri atti intimidatori. Nè io, nè la mia famiglia». Quindici dipendenti, un fatturato invidiabile, appalti importanti: caratteristiche che sono il vanto di questa famiglia e della loro azienda, ma che potrebbero rappresentare anche ragioni in grado di scatenare gli appetiti di fuorilegge senza scrupoli.

È proprio su questo che i carabinieri stanno compiendo gli sforzi investigativi maggiori. «È la prima volta che ci succede qualcosa del genere», dice ancora Paolo ammettendo una certa preoccupazione, peraltro assolutamente comprensibile. «Tutto è assicurato - garantisce Paolo, mentre ci saluta - , ma certo è che, a questo punto dell’anno e con l’inverno ormai alle porte, per noi si tratta di dover acquistare un nuovo parco macchine».

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