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A fuoco dieci camoin: un avvertimento

Marcello Pulidori
A fuoco dieci camoin: un avvertimento

Incursione alla  ditta Faro. Danni per oltre 300mila euro, anche il Ris impegnato nelle indagini

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 L'occhio attento dei carabinieri che hanno rinvenuto su un camion un innesco, cui si aggiungono le registrazioni video delle telecamere di sorveglianza, non lasciano dubbi: è doloso il rogo che giovedì sera ha devastato 10 camion spargisale della ditta Faro, con sede legale ad Argenta e sede operativa in paese sulla Statale Adriatica. Sulla matrice dolosa non vi sarebbe più un dubbio. Teatro del devastante rogo, l’ampio piazzale in cui vengono parcheggiati i mezzi: mezzi per lo sgombero della neve e mezzi spargisale. Una società di proprietà di Roberto Piazzi, argentano, ma nella quale lavorano tutti i componenti della famiglia, ad iniziare dal figlio Paolo.

La Faro è una ditta che opera da anni nel settore della pulizia dei tratti autostradali: ha vinto appalti importanti, sta gestendo le operazioni da Trento a Pescara e di recente si è assicurata, sempre con appalti di pubblica evidenza (quindi sotto gli occhi di tutti e fatti nella massima trasparenza) la gestione delle strade che ricadono sotto la competenza del comparto Anas de L’Aquina. I piromani, che sarebbero entrati in azione attorno alle 19,45 di giovedì, penetrando nel piazzale della ditta da Via Buriona, hanno distrutto gli abitacoli di 10 camion spargisale, utilizzando per l’innesco della diavolina, i blocchetti bianchi usati per lo più nei caminetti proprio per accendere il fuoco. Da un primo esame, l'innesco sembrerebbe proprio effettuato grazie a questo materiale. I diversi reperti sono stati prelevati dai carabinieri, presenti sul posto anche con un’unità mobile del Ris, il Reparto Investigativo Scientifico. Ai rilievi ha partecipato anche la polizia. Dieci camion che ora sono completamente fuori uso e che i proprietari dovranno acquistare di nuovo. Studiato appare anche il periodo scelto per dare fuoco ai mezzi: quasi la metà di ottobre, quando cioè la ditta Faro si appresta ad iniziare i lavori in vista del periodo invernale. Il tutto per creare il danno maggiore e le difficoltà peggiori per i titolari dell’azienda. Stando ai primi rilievi dei carabinieri, la banda avrebbe agito principalmente nei coni d'ombra delle telecamere, proprio per limitare al massimo la possibilità di essere identificati. Difficile al momento fare una valutazione del danno, anche se, a detta di alcuni esperti, la perdita si aggirerebbe sui 250/300mila euro. Una prima stima che rischia, tuttavia, di subire variazioni al rialzo, visto il costo di questi macchinari, peraltro molto complessi quanto ad impiantistica. I banditi/incendiari sarebbero arrivati da Via Buriona, la strada del campo sportivo, distante pochi metri dall'area di parcheggio dei camion. Probabilmente l'autista è rimasto al volante, mentre altri due individui, percorrendo un campo di erba medica, sono entrati nell'area di parcheggio dei tir. Scegliendo, hanno dapprima acceso l'innesco (con la diavolina), hanno poi aperto le portiere dei vari camion, hanno gettato la stessa diavolina sul sedile. Pochi minuti e il fuoco del sedile ha intaccato le altre parti interne della cabina, distruggendo soprattutto i comandi e l'impianto elettrico. Un incendio che, volutamente, è stato appiccato solo all'interno della cabina, quasi non si volesse che le fiamme coinvolgessero gli altri camion parcheggiati a fianco. Se fosse andata diversamente, infatti, le lingue di fuoco si sarebbero notate anche dalla Statale Adriatica, o quantomeno i residenti delle case poco lontane avrebbe visto il bagliore.

Giorgio Carnaroli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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