Le opere e la vita di Sebastio nel libro di Michele Dolz
COMACCHIO. Attraverso le sue opere, sintesi di «bellezza e spiritualità cattolica che ha assorbito sin da piccolo, frequentando l’abbazia di Pomposa», come ha sottolineato ieri sera a Palazzo Bellini...
COMACCHIO. Attraverso le sue opere, sintesi di «bellezza e spiritualità cattolica che ha assorbito sin da piccolo, frequentando l’abbazia di Pomposa», come ha sottolineato ieri sera a Palazzo Bellini lo storico dell’arte don Michele Dolz, autore del libro “Nicola Sebastio scultore” l’artista bolognese sta riscontrando un grande successo, proprio grazie alla mostra allestita nella galleria d’arte moderna, per ricordare i 100 anni dalla nascita. Alice Carli, assessore alla cultura, nel saluto di apertura ringraziando l’autore del libro, il Centro Culturale L’Umana Avventura e l’associazione Amici di Sebastio per il progetto della mostra, visitabile ad ingresso gratuito sino al 2 novembre prossimo, ha sottolineato «L’importanza dei valori intramontabili diffusi da Sebastio attraverso le sue sculture, partendo dall’amicizia e che per questo vogliamo che tutti, anche le giovani generazioni possano conoscere». Giuseppe Gallotta, uno dei giovani che hanno fattivamente contribuito agli allestimenti, ha moderato l’affollatissima presentazione in biblioteca, durante la quale Dolz ha stagliato il ricordo di Sebastio uomo ed artista, impegnato per tutta la vita dentro un viaggio incentrato sulle tematiche dell’arte cristiana, che ha visto nella prigionia in Egitto, durante la seconda guerra mondiale, uno dei momenti nodali della sua formazione artistica. Cresciuto alle Belle Arti di Firenze, Sebastio proprio durante la prigionia ha dato avvio alla tecnica dello sbalzo dei coperchi in latta dei pasti, che poi applicò con successo sul rame.
Katia Romagnoli
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