«Operato 2 volte per riparare l’errore»
La mamma denuncia il caso del figlio 14enne e di una frattura: al S.Anna dopo lo sbaglio, intervengono. Indaga la polizia
«Aldo adesso sta bene, per fortuna, ma sappiamo solo noi cosa abbiamo passato in queste ultime due settimane dopo l’incidente di mio figlio, la prima operazione, la seconda per riparare ad uno sbaglio della prima: io ho il massimo rispetto per i medici, non punto il dito contro nessuno, ma ho segnalato il fatto all’Urp e alla Polizia, e ora voglio solo risposte». Pina S. è la mamma di Aldo, un ragazzino di 14 anni che il 24 settembre, davanti la scuola di Pontelagoscuro, in bicicletta era stato investito da un’auto, ferendosi gravemente: frattura scomposta di perone e tibia.
La storia che vuole raccontare la signora Pina è quella di un ospedale - reparti Ortopedia/Chirurgia pediatrica - che sbaglia sì, ma che sa riparare ai propri errori, visto che dopo il primo intervento eseguito d’urgenza la sera stessa dell’incidente, un paio di giorni dopo, mamma e figlio sono stati richiamati a Cona «perchè, quello che abbiamo pensato noi, c’era qualcosa non era andato bene e potete immaginare la nostra preoccupazione per Aldo». Quel qualcosa «non andato bene» era dovuto alla operazione subita da Aldo la sera del 24 settembre, un intervento solo parziale: riduzione solo della tibia e non del perone e ad eseguirlo era stato il dottor Gi. (Nomi e riferimenti vengono omessi in questo articolo in attesa dell’evoluzione del caso sul quale è aperta una indagine che dovrà stabilire la verità dei fatti).
«Dopo le dimissioni dalla prima operazione, - racconta la signora Pina - mio figlio stava bene, dovevamo tornare per le medicazioni una settimana dopo, ma il lunedì 29 settembre sono stata ricontattata dall’ospedale, in anticipo per controlli urgenti: dopo le radiografie, mi fecero entrare da sola in ambulatorio e mi dissero che mio figlio doveva subito essere operato di nuovo perchè il primo intervento non era stato fatto correttamente, effettuato a metà»: ed è questa la circostanza su cui si concentra ora l’approfondimento giudiziario.
Il resto della storia, è bene dirlo, è un valido esempio di «Buonasanità»: «per la prima parte non lo voglio dire cosa sia stato, lo stabiliranno altri» sottolinea la signora Pina che spiega: «la seconda operazione è stata eseguita da un altro medico, la dottoressa Ga. che ha rimosso la prima piastra al titanio posizionata nel primo intervento, l’ha modificata e un’altra è stata inserita per ridurre anche il perone che era stato dimenticato». «Ripeto - sottolinea la mamma -,non so se sia stata corretta o meno la prima operazione, io non ho conoscenze per giudicare, so solo che Aldo è stato aperto due volte nella gamba e che forse senza l’intervento della dottoressa Ga. forse ne avrebbe portato le conseguenze a vita». Dopo questi fatti, la mamma ha avuto incontri chiarificatori con i dottori, anche il primo chirurgo, che le hanno dato spiegazioni che però non l’hanno accontentata. E ora la decisione di rendere pubblica la vicenda di Aldo: «Se non vi fosse stato il secondo intervento della dottoressa Ga., che ringrazio immensamente, forse la frattura non trattata avrebbe compromesso le condizioni di mio figlio, chi mi dice che non sarebbe rimasto zoppicante, con una gamba compromessa: ma è un ragazzino di 14 anni, è mai possibile che ancora oggi nel 2014 si possano compiere errori di questo tipo? Non si può sbagliare su un ragazzo e se la dottoresa Ga non si fosse accorta di nulla come rimaneva mio figlio»?
Solo domande. E adesso la signora Pina S. attende solo risposte. «Voglio ribadire che la mia volontà non è quella di accusare nessuno: il primo medico che ha operato mio figlio può anche essere il più bravo del mondo ma io so solo quello che ha passato Aldo, che urlava disperato dal dolore per i due interventi. Ho il massimo rispetto di chi svolge il lavoro del medico, ora pero abbiano il rispetto di dirmi perchè è successo tutto questo».
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