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«Ora la massima attenzione dopo il rogo di San Biagio»

di Gian Pietro Zerbini
«Ora la massima attenzione dopo il rogo di San Biagio»

Il prefetto Tortora sui camion a fuoco: «Le indagini non escludono alcuna pista»

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FERRARA. Massima allerta ed attenzione dopo il rogo doloso di San Biagio d’Argenta. Sono le linee guida tracciate dal prefetto Michele Tortora, che è costantemente in contatto in queste ore con gli inquirenti per cercare di capire le ragioni delle devastazioni di chiaro stampo intimidatorio fatta nei confronti della ditta “Faro”. Un episodio grave soprattutto in un’area come il Ferrarese non abituata a questo genere di atti criminali. Al prefetto di Ferrara chiediamo alcune considerazioni su quanto è avvenuto e un commento generale su questo tipo di criminalità.

Dottor Tortora, l’inquietante episodio di San Biagio è riconducibile a infiltrazioni mafiose?

«Mi sembra ancora presto per poter affermare una cosa del genere. Sono in corso indagini approfondite senza escludere alcun pista, tra cui anche quella che lei dice ricollegabile ad attività mafiose. Sono convinto che anche in questi territorio non possiamo considerarci esenti. Non escludiamo nulla, in quanto isole felici non esistono».

Nel comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico che lei presiede, avete preso in esame in passato anche questi atti intimidatori?

«In passato si sono verificati a Ferrara episodi non tanto legati ad infiltrazioni mafiose, quanto alla presenza di personaggi riconducibili alla criminalità organizzata. Anche se non ci sono stati episodi eclatanti ci sono comunque imprenditori esposti a rischio di contatti con la malavita organizzata».

Ferrara è una delle province dell’Emilia Romagna meno coivolte in questi episodi di criminalità: quali sono le zone più a rischio del Ferrarese ed esposte all’eventuale minaccia mafiosa?

«Da questo punto di vista, tutto il territorio ferrarese in teoria potrebbe essere a rischio, per cui è bene vigilare. Negli ultimi due anni poi abbiamo riscontrato possibili rischi soprattutto nelle zone della ricostruzione post terremoto, vale a dire in quei comuni del “cratere” nell’Alto Ferrarese. Per questo motivo abbiamo un’attenzione particolare. C’è un’attenzione massima su questo fronte per scongiurare il pericolo di arrivo di aziende collegate con la mafia. Tutte le aziende che sono in corsa per gli appalti e che successivamente lavorano per la ricostruzione sono sottoposte ad uno specifico screening per vedere la loro regolarità e legalità. Stiamo lavorando in sinergia con la regione Emilia Romagna affinché la ricostruzione post sisma sia al massimo della regolarità».

Quanto i cittadini ferraresi possono collaborare con le istituzioni e le forze dell’ordine per aiutare a prevenire e ad arginare questo problema delle infiltrazioni della criminalità organizzata e della mafia?

«È assolutamente necessario che i cittadini ferraresi diano il sostegno morale all’attività delle forze dell’ordine per contrastare questi fenomeni. È importante segnalare qualsiasi situazione che potrebbe essere sospetta. L’appello che mi sento di fare è quello di sollecitare le segnalazioni e i movimenti strani alle forze. Non bisogna quindi mai abbassare la guardia».

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