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A caccia di tracce e reperti non distrutti dalle fiamme

A caccia di tracce e reperti non distrutti dalle fiamme

Le indagini partono dagli importanti rilievi dei carabinieri della Scientifica Le prove: ‘diavolina’, immagini e impronte per dare un nome agli incendiari

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Non solo diavolina e le immagini registrate dalle telecamere sono sotto la lente d'ingrandimento dei Ris, il reparto investigativo dell'Arma, intervenuto l'altro giorno nell'incendio doloso dei 10 camion della società “Faro” di San Biagio di Argenta.

Nel meticoloso lavoro svolto dai carabinieri di Portomaggiore e Ferrara ci sarebbe altro: ma sulla questione, come è ovvio nulla sta trapelando e il riserbo è totale proprio per non arrecare danni all'indagine.

Di certo, il recupero di ogni elemento utile all'indagine è stato effettuato con la massima attenzione. Non a caso, i due tecnici dei Carabinieri della scientifica giunti nell'ex zuccherificio di San Biagio a bordo dell'apposito furgone, non appena hanno saputo del rinvenimento di un innesco (la diavolina) su un sedile di un camion, hanno iniziato i rilievi proprio da questo importante reperto.

Ma non solo questo; la ricerca di eventuali impronte digitali lasciate sui maniglioni delle portiere dei camion, è stata l'altra caratteristica del lavoro di questi due tecnici. Infatti, avendo visionato le immagini della registrazione delle telecamere dove si vedono due persone avvicinarsi alle portiere rimanendo coi piedi in terra, tirare la maniglia, aprirle e gettare l'innesco già acceso e richiudere immediatamente, ha consigliato di non perdere ulteriore tempo all'interno delle cabine dei camion andati a fuoco. Diverso, invece, è stato il comportamento messo in atto sempre da tecnici dell'Arma, sulla cabina dove è stato ritrovato l'innesco fasullo. La ricerca di impronte ad esempio o anche di un mozzicone di sigaretta, è stata fatta con la meticolosità che siamo abituati a vedere nei film televisivi.

Ma mentre sul piccolo schermo, spesso è fiction, a San Biagio era realtà: un'azione investigativa di chi sa il fatto suo, che non solamente ha comportato il fotografare, selezionare e catalogare ogni particolare ma, la ricerca del personale dei Ris ha riguardato ogni altro elemento utile all'indagine. Perfino il possibile percorso, alla ricerca di tracce e reperti, che gli incendiari hanno fatto per entrare nell'area del parcheggio dei camion è stato rifatto a ritroso con la speranza che a loro sia caduto qualche cosa anche solo accidentalmente. E se ciò fosse successo, l'indagine potrebbe imboccare una strada davvero importante.

Giorgio Carnaroli

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