«Criminalità con immagine e affari nuovi»
«Rinunciamo da subito a definire con aggettivi l'episodio di San Biagio: sarebbero troppi e infine, impotenti». È il commento di Leonardo Fiorentini, segretario del Pd di Argenta, il quale, sull'argom...
«Rinunciamo da subito a definire con aggettivi l'episodio di San Biagio: sarebbero troppi e infine, impotenti».
È il commento di Leonardo Fiorentini, segretario del Pd di Argenta, il quale, sull'argomento, pone alcune domande: «Che potere ha, concretamente, un partito a livello locale per ostacolare episodi come questo? Che poteri hanno le istituzioni locali? Pochi. Eppure - aggiunge - deve agire con forza e risolutezza».
«L'episodio - dice - di cui stiamo parlando può avere diversi nomi: tocca agli inquirenti fornirci quel nome e tocca a noi accoglierlo e diffonderlo con un'operazione di verità, quand'anche quel nome fosse crimine organizzato».
«Se le indagini accerteranno questa pista, così lo chiameremo. Andrà anche detto - continua Fiorentini - che alcune forme di criminalità non penetrano in modo profondo nei gangli della nostra società, non la innervano: nondimeno esistono e vanno combattute per il solo fatto che ci sono, e vanno riconosciute perché, per quanto una società sia sana, non sarà mai in grado di affrontare il problema criminale se non attua un percorso di conoscenza in continuo aggiornamento». «Nessuno - affonda Fiorentini - può pensare di chiamarsi fuori da questo problema, perché qualunque episodio intimidatorio fa perno sull'individualismo, si alimenta della netta separazione, da cui tutti possono esser sedotti, fra la sfera privata e quella pubblica, quella sfera privata in cui ciascuno ripara suggestionato dall'idea sbagliata di non essere coinvolto». Affrontato poi il fatto che in Emilia Romagna, certe leggi hanno scoraggiato questi fenomeni, Fiorentini ritiene indispensabile «un confronto continuo con una realtà in mutamento perpetuo. Sarebbe consolatorio - spiega ancora - credere che oggi la criminalità abbia le forme di alcuni decenni fa o che si riconosca perché risponde a vecchi clichés. Ma non è così: essa trova affari nuovi e indossa vesti nuove. Non è certo con strumenti vecchi che la combatteremo. Uno strumento vecchio è appunto demandare allo Stato ogni azione di contrasto». Ribadendo la necessità di leggi che riflettano l'aggiornamento costante delle istituzioni, per il segretario del Pd «serve una serie di meccanismi difensivi, ma anche reattivi nei confronti dell'economia illegale, meccanismi adottati in via sperimentale il cui monitoraggio dà oggi buone garanzie».(g.c.)
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