editoria a ferrara
La prepotente intrusione dei mezzi informatici caratteristica dei nostri tempi, ha condizionato in senso negativo la già precaria situazione dell’editoria nei suoi diversi settori. E questa, se può...
La prepotente intrusione dei mezzi informatici caratteristica dei nostri tempi, ha condizionato in senso negativo la già precaria situazione dell’editoria nei suoi diversi settori. E questa, se può essere di conforto, non è una situazione riferita solo alla nostra città, bensì all’Italia se non al mondo. Durante un convegno a livello mondiale durante il quale è stato affrontato il problema sono emerse due scuole di pensiero: una sostiene che nel futuro si continuerà a produrre cultura ed informazione su carta stampata e l’altra che nega decisamente questa possibilità. Gli ottimisti sul futuro del libro e dei giornali credono che mentre l’informazione digitale è di “rapido consumo”, l’altra permette un approccio accurato alla comunicazione.
Chi ama ancor oggi il libro cartaceo appartiene generalmente ad una generazione di cinquantenni e più, che riconosce nel testo stampato sia un significato culturale in senso stretto del termine, sia una valenza simbolica che rimane nel tempo; un piccolo scrigno di notizie e di storie pronto a ricordare e rinnovare emozioni e sensazioni, magari sottolineando i passi più importanti a cui poter fare visivamente subito riferimento. Ci sono poi gli odori della carta e degli accessori che si riconoscevano subito entrando in una libreria; sollecitazioni dell’olfatto e del tatto che i più giovani invece non proveranno mai e di cui non sentiranno neppure la mancanza, abituati come sono a consumare in breve tempo una fredda lettura su uno schermo luminoso che fornisce nozioni immediate, senza la qualità che invece è insita nella ricerca bibliografica.
Parlando di editoria a Ferrara, il nome che viene subito in mente a tutti è Corbo. La prima casa editrice della città proveniva dal Veneto ed iniziò l’attività alla fine degli anni ’70 distinguendosi subito e soprattutto per le pregiate pubblicazioni d’arte commissionate dalla Carife. Dopo la morte di Gabriele Corbo, mancando il suo leader spirituale, non è stata più la stessa per cui fatti alcuni tentativi per riappropriarsi della città si è trasferita a Bologna dov’è diventata un’agenzia di servizi. Tante altre case editrici si sono via via aperte, sia muovendosi sulla stessa scia artistica privilegiando volumi di grande prestigio e valore, sia realizzando testi di narrativa, poesia e saggistica.
In questi ultimi decenni, nonostante si legga sempre meno ed al libro si stia ormai affiancando una lettura informatica, le case editrici aumentano di numero tanto che consultando internet (serve...) solo fra Ferrara e provincia se ne contano una ventina. Ecco un viaggio tra le principali di queste, cenni della loro storia e riflessione dei loro responsabili sull’attuale stato dell’editoria nella nostra città ed in Italia.
Margherita Goberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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