«Ho salvato le società dei carristi»
Manservisi: ho proceduto a registrare i marchi per evitare che lo facessero persone non centesi
CENTO. Sulla scrivania, una cartellina verde. Accanto alla scritta Cento Carnevale d'Europa, le classiche cinque date: 1 - 8 - 15 - 22 febbraio e 1 marzo. Dentro, un calendario e la voglia di rimettere in moto il «grande Carnevale di Cento. Anche se oggi, tutto è ancora fermo e in alto mare». Dopo un anno e mezzo di silenzio, il patron Ivano Manservisi rompe gli indugi e interviene per fare chiarezza in merito alla registrazione, da parte della Manservisi Eventi Srls, dei marchi e loghi delle sei associazioni carnevalesche. E racconta: «Ho avuto notizia di una persona che è andata alla Camera di Commercio di Ferrara per chiedere se il Cento Carnevale d'Europa era un marchio registrato. Certo, è registrato a livello mondiale. Poi, mi è stato riferito, avrebbe chiesto dei marchi delle società carnevalesche... Così ci siamo subito mossi e il 1º agosto la Manservisi Eventi Srls, società che di cui mio figlio Riccardo é amministratore delegato, ha subito proceduto alla registrazione dei sei marchi e loghi a livello italiano. Con mio immenso stupore, ho appreso così che, dopo trenta e più anni di attività, le associazioni carnevalesche non l'avevano ancora fatto».E ricordando il precedente del Cantacalcio, organizzato dal 1973 al 1980, marchio poi registrato da uno studio di Napoli, il patron: «Abbiamo salvato le società carnevalesche, evitando che chiunque, da ogni parte d'Italia, potesse portare via da Cento il marchio e il nome dei carristi centesi. E invece di ringraziare, ho ricevuto solo offese. Ma la mia intenzione, è comunque quella di passare il marchio alle società. Con alcune ho già parlato, ma con altre... Dopo uno scambio di lettere tra avvocati, tutto è chiaro. La mia disponibilità è assoluta...». Poi una punzecchiata: «Ma che non parlino di volontariato... dopo aver incassato per anni decine di migliaia di euro, tra ingaggi, premi, contributi dal Comune, 30% sulle fatture e vendita/affitto dei carri. Quello del carrista è un mestiere, non volontariato». Poi, in merito all’aver tenuto all'oscuro le associazioni: «Ma a chi avrei dovuto comunicarlo? Dopo l'edizione 2013 del carnevale, era un anno e mezzo che non parlavo con le società». Entrando poi sul tema organizzazione del Carnevale 2015, Manservisi è chiaro: «Sulla questione sta lavorando il sindaco, soprattutto sul fronte della ricerca di fondi». Nel futuro del Carnevale, ci sarà probabilmente una fondazione, un'associazione o un ente chiamato a finanziare l'evento: «Del resto - sottolinea il patron - per fare una manifestazione del livello degli ultimi 24 anni, ci vogliono molti soldi. Una volta ufficializzata la formula e dichiarati i mezzi finanziari a disposizione, sarà il sindaco a decidere a chi affidare l'organizzazione... Se interpellati, come Cento Carnevale d'Europa valuteremo se il quadro e le condizioni economiche saranno giuste per organizzare un evento, sempre di grande qualità. I tempi? L'aspetto creativo non è un problema, si realizza in pochi giorni, ma alla base devono esserci precise condizioni economiche». Per Manservisi poi, l'annullamento dell'edizione 2014 «un gran danno per la città, e per noi, tante dimostrazioni di solidarietà». E sull'edizione 2015, l'idea di Carnevale del patron è precisa, seppur tra tante difficoltà, che vanno dal reperire i soldi alla sicurezza del percorso e dei carri: «Ora rimettere in moto la macchina, riavviare la promozione e richiamare in città migliaia di persone sarà dura, ma in tanti continuano a chiederci. Sarà tutto, comunque in mano a Riccardo. Sarà lui il titolare». E sul luogo: «Dopo il passaggio del ciclismo, il carnevale deve tornare, almeno in parte, alle origini. E quindi in centro storico, con carri un po' più modellati».
Beatrice Barberini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
