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In dieci anni 1.171 ferraresi hanno detto addio all’Italia

La crisi economica può aver accentuato la fuga in altri Stati per trovare migliori condizioni di vita Un picco negli ultimi tre anni con il Regno Unito a fare da maggiore attrazione con 155 immigrazioni

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Andare all’estero in cerca di fortuna o anche solo di una semplice opportunità rientra sempre più nel novero delle scelte praticate, in Italia come a Ferrara. Per certi versi, in un periodo di crisi economica come l’attuale, da scelta si sta convertendo in obbligo, con il risultato di trasformare in “cervelli o braccia in fuga” giovani che non riescono a inserirsi nel mercato del lavoro nazionale. I dati vengono in soccorso di una sensazione per confermarla. Sono quelli dell’Ufficio statistica del Comune di Ferrara. In dieci anni il numero dei ferraresi che hanno lasciato l’Italia è 1.171

Numeri che riportano come fonte l’Aire, ossia l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, che alle cronache deve il suo picco di visibilità in occasione delle elezioni. Ebbene, risulta che negli ultimi tre anni sono in crescita la cancellazione di italiani dall’anagrafe comunale, in conseguenza della decisione di andare a vivere fuori dai confini nazionali. Per la precisione, nei primi nove mesi del 2014 gli espatriati di Ferrara eguagliano il numero di espatriati dell’intero 2013, con 149 cancellazioni. E va aggiunto che non tutti coloro che lavorano, studiano o comunque vivono all'estero si iscrivono Aire, quindi il fenomeno potrebbe avere anche dimensioni più cospicue.

Il Regno Unito (155 persone) è la meta più frequente per i ferraresi negli ultimi dieci anni (prendendo come periodo analizzato quello che va dal gennaio 2005 al 30 settembre 2014), seguita nell'ordine da Germania e Francia (107 immigrati dal nostro comune), gli Stati Uniti d’America (101), la Spagna (anch’essa 101) e la Svizzera (89). Anche la Cina è una meta, con 30 espatri. Mentre rifiorisce il mitico “vado a vivere in Australia” (scelta di 34 persone nell’ultimo decennio). Come detto, si tratta di una tendenza in crescita. Se infatti nel 2005 furono “solo” 78 i ferraresi ad espatriare, dal 2011 in poi si è superata stabilmente quota 100. Il picco del 2012 con 163 unità si appresta a essere scavalcato quando arriveranno i dati consuntivi 2014. Altra annotazione: tra gli espatriati di quest’anno, il 39 per cento è rappresentato dalla classe di età tra i 18 e 34 anni e tra questi il 54 per cento è di sesso maschile. Scorrendo altre cifre riportate dall’annuario, si scopre che nel corso del 2013 hanno lasciato il territorio comunale 3.590 residenti; in termini assoluti non si raggiungeva questo ammontare dall’inizio degli anni ’70. Il quoziente generico di emigrazione (il rapporto tra il numero annuale degli emigrati e la popolazione media di quell’anno moltiplicata per mille) è ora a 27,1, cresciuto di ben sei punti e mezzo in tre anni. Altri indizio del fatto che la “via di fuga” dalla città e dalla crisi economica, qui più grave che altrove, è scelta sempre più diffusa.

Fabio Terminali

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