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Incentivi per favorire i “cervelli di ritorno”

La Ferrara che guarda al rilancio deve a puntare anche sui “cervelli di ritorno”. Ne è convinta la giunta della Camera di commercio che, a inizio del prossimo anno, varerà un apposito per valorizzare...

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La Ferrara che guarda al rilancio deve a puntare anche sui “cervelli di ritorno”. Ne è convinta la giunta della Camera di commercio che, a inizio del prossimo anno, varerà un apposito per valorizzare i giovani talenti italiani residenti all'estero che decidano di costituire un'impresa nella nostra provincia. Attività di affiancamento ed incentivi a fondo perduto, dunque, per riconnettere i giovani dispersi ai quattro angoli del pianeta con il tessuto sociale e produttivo provinciale, per riportare a Ferrara la forza lavoro più globale e qualificata, ma anche per invertire la rotta registrata dall'Aire (l'Anagrafe Italiani residenti all'estero), che nel solo 2013 ha certificato il 71,5% di emigrati italiani in più rispetto al 2012.

«Vogliamo favorire il rientro dei giovani talenti che hanno maturato esperienze internazionali di alto livello e che vogliono fare impresa nella nostra provincia - spiega il presidente della Camera di commercio, Paolo Govoni - perché siamo convinti che ciò possa incidere positivamente sul dinamismo dell’economia locale e creare nuova occupazione. Il bando si inserisce in un percorso più generale sulle start up d’impresa, rispetto al quale abbiamo promosso diverse azioni. Sono convinto – aggiunge Govoni - che sul tema si possa costruire un ‘progetto territorio’, che coinvolga più attori: naturalmente la Provincia, i Comuni, le associazioni di categoria, ma anche l'Università, Sipro, mezzi di comunicazione e fondi di finanziamento privati».

A beneficiare del finanziamento camerale saranno i giovani italiani residenti stabilmente all’estero da almeno 24 mesi che, per tutto questo periodo, abbiano acquisito da laureati esperienze lavorative fuori dall’Italia. In alternativa, potranno accedere al bando i ‘talenti’ che abbiano ottenuto una laurea o una specializzazione post lauream frequentando fuori dall’Italia un corso di studi di almeno due anni, o che abbiano seguito un corso di un anno maturando un ulteriore anno di esperienze lavorative. I giovani dovranno avviare un’impresa con sede legale e/o operativa in provincia di Ferrara entro 6 mesi dalla data di assegnazione del contributo e risultare domiciliati o residenti in Italia entro 3 mesi dall’avvio dell’attività imprenditoriale.

Meritocrazia, stipendi migliori, meno tasse e meno burocrazia: questa è la ricetta che convincerebbe i giovani ferraresi intervistati dalla Camera di commercio a non lasciare l'Italia. Ma il desiderio di un lavoro stabile non è in cima alla lista dei motivi di fuga dove svettano, invece, la meritocrazia (quasi l'80%) e la possibilità di fare bene il proprio lavoro (poco meno del 70%). Gli stipendi più alti, a sorpresa, sono solo al terzo posto (60%). (f.t.)

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