Provincia, il ‘modello Tagliani’ è unico
Solo a Ferrara presidente Pd e squadra che va da M5S a Fi. Domani gli incarichi, coinvolti i sindaci dei maggiori centri
Il panorama dei nuovi presidenti di Provincia di secondo livello è ormai completato, in Emilia Romagna, e lo “schema Tagliani” in grado di mettere assieme maggioranza e tutte le opposizioni, M5S compresa, resta un caso unico. I presidenti di Provincia sono tutti sindaci Pd, anche se Reggio Emilia ha scelto il primo cittadino di Poviglio, Giammaria Manghi, Piacenza quello di Vigolzone, Francesco Rolleri, e Parma il sindaco di Salsomaggiore, Filippo Fritelli. Dalla lista manca Ravenna che va ad esaurimento nel 2016, la suascadenza naturale, mentre Bologna si è trasformata in città metropolitana. L’unica “grosse koalition” da Forza Italia ai pentastellati, però, è quella che vede a capo il sindaco di Ferrara e, nella squadra di governo, appunto il grillino comacchiese Marco Fabbri, al quale Tagliani si appresta a conferire l’incarico (non si tratta di una delega formale) legato alle attività ambientali e turistiche della Costa. L’occasione sarà rappresentata dalla prima riunione del nuovo consiglio provinciale, in programma domani pomeriggio, nell’ex sala di giunta del Castello, che ha all’ordine del giorno anche la ripartizione “in via provvisoria” delle competenze. Questo perché si attende di sapere dai decreti delegati del governo e dalla conseguente legge regionale, quali saranno in via definitiva e nel dettaglio le competenze che rimarranno alle Province, almeno fino all’abolizione in Costituzione prevista nel giro di un paio di anni dalla riforma Boschi.
Tagliani in questi giorni non si è sbottonato, ma sembrano confermate le indiscrezioni sull’attribuzione della vicepresidenza al sindaco di Copparo, Nicola Rossi, che sarebbe così l’unico a poter sostituire formalmente il presidente. Oltre a Fabbri, si sa dell’intenzione di coinvolgere anche il sindaco di Sant’Agostino, Fabrizio Toselli (Fi), mentre per gli altri “delegati” spuntano i nomi di sindaci Pd territorialmente rappresentativi, come Piero Lodi (Cento) e Antonio Fiorentini (Argenta), anche se non vengono escluse sorprese. È atteso con curiosità Alan Fabbri, il sindaco leghista di Bondeno, che sarà impegnato in una campagna regionale senza esclusione di colpi contro lo schieramento Pd che sostiene Stefano Bonaccini: ad ore è attesa la decisione direttamente di Berlusconi sul candidato presidente del centrodestra, Fabbri com’è noto è in lizza assieme al civico romagnolo Valerio Melandri.
Tra i primi compiti dei consiglieri eletti c’è la redazione dello statuto, ma da loro si attende soprattutto un po’ di chiarezza sulle tante questioni rimaste in sospeso con il lento dissolvimento dell’ente. Tra le altre, la sorte dei dipendenti e la proprietà, oltre che la gestione, del Castello Estense. Secondo la legge il nuovo corso della Provincia dovrebbe diventare operativo l’1 gennaio 2015, ma ormai il tempo stringe.
Stefano Ciervo
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