Colombo: legalità, il rispetto delle regole
La lezione del noto magistrato ad una platea di quattrocento studenti ferraresi
Chi lo ricordava, per averlo visto in televisione nei panni del Pubblico ministero, può esser rimasto stupito.
Ieri mattina, il magistrato in pensione Gherardo Colombo, noto per aver condotto le indagini e rappresentato la pubblica accusa in numerosi procedimenti (alcuni dei quali avevano per imputato Silvio Berlusconi), si è trovato di fronte un uditorio decisamente diverso da quello che riempiva le aule dei Tribunali quando le frequentava, ma a cui in questi ultimi anni da pensionato ha deciso di rivolgersi.
Sono gli studenti delle scuole superiori. Ieri, quasi 400 tra quelli ferraresi hanno riempito la sala Boldini, per ascoltare il suo intervento intitolato “Il rispetto della legalità come responsabilità diffusa”, un evento inserito nell’ambito della Festa della legalità e della responsabilità 2014. Con i ragazzi ha voluto evitare un approccio unilaterale, cercando invece di coinvolgerli fin dall’inizio, esordendo con la domanda «cosa vuol dire legalità?». Non è andata subito come da copione: il primo “interrogato” ha candidamente ammesso «non ne ho un’idea», suscitando l’amaro commento dell’ex magistrato «è preoccupante».
Ma col passare della mattinata si è ingranata la marcia, e quando qualcuno ha risposto che legalità significa «rispettare le regole», Colombo ha domandato se sia qualcosa di positivo o di negativo. «Dipende dai punti di vista, ce ne sono di giuste e di sbagliate» ha risposto un altro coraggioso, dando così finalmente il via a un’intensa mattinata.
i quattrocento studenti che hanno partecipato all’iniziativa provenivano dal liceo Carducci, liceo Roiti, Orio Vergani, Fratelli Navarra, Iti Copernico, Bachelet, Aleotti, Dosso Dossi, Città del ragazzo. Media partner dell’evento è stato Einaudi Tg, con i ragazzi dell’istituto impegnati nelle riprese e nelle interveniste, coordinati dal professor Pietro Benedetti.
Gabriele Rasconi
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