Di Lascio sotto il quorum, si “scalda” l’opposizione
Tre giorni di voto ad alta tensione nella sede di piazza Sacrati. Il presidente uscente: l’astensione costa 7mila euro. Anaao e Fimmg in campo per comporre una lista alternativa
La fumata nera all’Ordine dei medici di Ferrara ha lasciato l’amaro in bocca al presidente uscente e ricandidato, Bruno Di Lascio. Il quorum su circa 3mila iscritti era di 968 elettori (più alto che in passato), ma nei tre giorni di voto a raggiungere la sede di piazza Sacrati sono stati 621. Ampiamente superata invece la soglia minima per l’elezione della Commissione Odontoiari: hanno passato la ’prova’ Cesare Brugiapaglia, Maurizio Franchi, Gianluca Sgarbanti, Giovanni Barbé e Marco Montemezzo. Il presidente sarà eletto in una riunione della commissione appositamente indetta (quello uscente è Cesare Brugiapaglia). Resta ancora da definire invece la composizione del Consiglio direttivo dell’Ordine e del Collegio dei revisori. L’unica lista che aveva espresso candidati, Dignità Medica, capeggiata da Di Lascio, ha dovuto fare i conti con un’affluenza molto ridotta che ha ridato fiato all’opposizione interna, mai uscita allo scoperto in modo ufficiale nei giorni del voto ma pronta a utilizzare cellulari ed ‘sms’ come canali prêt-à-porter in cui far scorrere il dissenso interno. Una resistenza taciturna ma organizzata, schierata per l’astensione e guidata da un sindacato dei medici ospedalieri, l’Anaao, e da un sindacato dei medici di base, la Fimmg. Alla ‘fronda’, sembra, avrebbero partecipato anche settori della Cgil medici. Un’alleanza ‘carbonara’ che sta cercando proprio in queste ore di comporre una lista alternativa a Dignità Medica. Dalle voci raccolte potrebbe essere capeggiata da una donna espressa dall’ambiente ospedaliero, un esito che non sarebbe però ancora scontato. La data del ritorno alle urne dovrebbe essere spostata avanti di qualche settimana, forse all’inizio o a metà novembre. E a questo punto non si esclude un risultato che potrebbe ribaltare ogni previsione. Di Lascio intanto si dice «amareggiato. E’ stata persa un’occasione - commenta - Chi ha avuto tre anni per preparare una proposta alternativa si è ridotto a cercare una soluzione all’ultimo momento e non si capisce perchè. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: sarà necessario indire nuove elezioni, saranno spesi 7mila euro in più che potevano essere impiegati per una borsa di studio. Quello che è successo è paradossale: i giovani che sono convinti di essere poco considerati dai professionisti più anziani non vanno a votare, ma non vanno a votare neanche i “vecchi” che dicono di avere a cuore i giovani. Il motivo? Mi sembra più legato a questioni personali che di contenuti. Qualcuno ha scritto che gli ospedalieri non si sentono tutelati dall’attuale assetto dell’Ordine, ma l’Ordine non è un sindacato, deve garantire tutti, a partire dai pazienti. Noi in questi anni ci siamo spesi per questo obiettivo proponendoci come istituzione credibile di fronte alle altre istituzioni». Di Lascio aveva vinto nel 1999 contro Claudio Casaroli (Fimmg), nel 2002 contro Andrea Franchella (S. Anna), nel 2005 contro Florio Ghinelli (S. Anna), nel 2008 non aveva avuto avversari, nel 2011 l’aveva spuntata contro Vincenzo Abbasciano. Sono stati molti in questi giorni a chiedersi perché nel 2014 per la guida dell’Ordine dei medici di Ferrara si sia acceso uno scontro interno che si è reso ai più invisibile ma che ha fatto emergere un clima di forte diffidenza e ostilità, con ‘sms’ inviati anche di notte e appostamenti sotto la sede di piazza Sacrati per controllare il flusso in entrata e in uscita. Come se in palio ci fosse qualcosa di più della guida dell’organismo che vigila sull’etica della categoria. (gi.ca.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
