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Nuova Provincia, oggi il primo consiglio

Nuova Provincia, oggi il primo consiglio

Si riunisce alle 15 in Castello . Quattro le principali funzioni: ambiente, territorio, edilizia scolastica e strade

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Prima seduta oggi del Consiglio provinciale, dopo la trasformazione della Provincia in ente di secondo livello, cioè non più eletta dai cittadini.

Le elezioni del 29 settembre scorso hanno designato i dodici componenti della nuova assemblea, fra sindaci e consiglieri comunali e provinciali uscenti, oltre al nuovo presidente: il primo cittadino di Ferrara, Tiziano Tagliani. I dodici componenti del consiglio provinciale provengono tutti daProvincia Insieme, lista frutto di un accordo tra sindaci di diversa estrazione politica. Gli eletti: Fabrizio Toselli ( S. Agostino, Fi), Marco Fabbri (Comacchio, M5S), Alan Fabbri (Bondeno, Lega Nord), Gianni Michele Padovani (Mesola, Psi), i cinque sindaci Pd Nicola Rossi (Copparo), Piero Lodi (Cento), Nicola Minarelli (Portomaggiore), Antonio Fiorentini (Argenta), Diego Viviani (Goro); completano il consiglio tre rappresentanti della città: Cristiano Di Martino (Fi), Elisabetta Soriani e Bianca Maria Vitelletti (Pd).

Il profilo istituzionale dell'ente uscito dalla riforma firmata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Graziano del Rio, è composto di tre organi: Assemblea dei sindaci, Consiglio e presidente. Via dunque la Giunta e funzioni ridotte a quattro: ambiente, territorio, edilizia scolastica e manutenzione della rete stradale.

Numero di compiti che potrebbe subire alcuni ritocchi, in termini di funzioni delegate, dall'applicazione dell'accordo raggiunto l'11 settembre scorso nella conferenza Stato, Regioni, Province e Comuni.

Il punto di convergenza raggiunto non sta tanto in deleghe scritte nero su bianco, ma nell'attribuire alle Regioni l'eventualità di delegare alle Province altri compiti.

Per questo da Roma è partito l'input di costituire degli Osservatori regionali, con la partecipazione di Anci e Upi, nel senso di cabine di regia sulla ripartizione delle competenze. In Emilia-Romagna l'organismo è di prossima formazione, dopo la conclusione della tornata elettorale che ha riguardato le Province emiliano romagnole.

Una volta assestato il quadro normativo su cosa dovranno effettivamente fare le nuove Province, presidenti e consiglieri sapranno di quanti dipendenti avranno bisogno per svolgere i compiti istituzionali.

Quadro normativo non ancora pienamente definito perché, ad esempio, occorrerà aspettare l'esito parlamentare di alcune riforme come il Job Act, al cui interno è compresa l'istituzione di un'Agenzia nazionale per quanto riguarda i servizi per l'impiego, attualmente svolti dalle Province.

Nel frattempo Upi nazionale ha scritto al governo chiedendo un tavolo per affrontare una serie di questioni con il Ministero Affari Regionali e dell'Interno.

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