La Nuova Ferrara

Ferrara

Sindacati all’attacco dei Comuni

Sindacati all’attacco dei Comuni

Cgil, Cisl e Uil denunciano i problemi della Gafsa, la Gestione associata dei servizi socio-assistenziali

2 MINUTI DI LETTURA





CENTO. Una stroncatura bella e buona al percorso finora seguito in vista dell’Unione dei Comuni dell’Alto Ferrarese è arrivata dai tre sindacati confederali, che ieri mattina si sono riuniti nella sede della Camera del lavoro di Ferrara per denunciare i problemi della Gafsa, in realtà solo uno dei tanti temi aperti nel percorso. L’acronimo sta per Gestione associata dei servizi: Cento, Mirabello, Poggio Renatico, Sant’Agostino e Vigarano dal 2002 gestiscono infatti insieme i servizi socio-assistenziali delegati all’Azienda Usl. Si tratta di un insieme di servizi che, negli ultimi anni, ha dovuto sopportare il peso aggiuntivo della crisi economica e del sisma.

«Esiste una difficoltà degli operatori che lamentiamo dal 2012 – ha esordito ieri Valentina Ziosi delle segreteria generale Cgil –: ci sono carenze di personale in rapporto alla popolazione residente, carenze di spazi e di investimenti», ma soprattutto «mancano relazione e ascolto. La nostra prima richiesta di un incontro con i sindaci risale al maggio del 2012, mentre di recente ne abbiamo presentata una il 12 settembre a cui è seguito il silenzio più assordante. Abbiamo fatto seguire un sollecito il 26 settembre che a sua volta non ha ricevuto risposta».

Francesco Bertelli (Funzione pubblica Cisl) è entrato più nel dettaglio: «Siamo in assenza di ambiti e spazi sufficienti, i luoghi sono sempre più affollati con conseguenti rischi per i lavoratori e per l’utenza. Inoltre, dal primo novembre si scenderà da 18 a dieci unità di personale, a causa di pensionamenti non sostituiti».

Duro il segretario generale Uil Massimo Zanirato. «I cittadini si rivolgono sempre più ai servizi socio-assistenziali, e la noncuranza della politica è spaventosa: il silenzio dei sindaci fa accapponare la pelle. Non possono limitarsi a gestire il quotidiano, lamentandosi delle risorse che mancano. Loro saranno impegnati in questioni importantissime, anche se non capisco quali siano, ma qui stiamo parlando degli ultimi, di persone in condizioni difficili anche dal punto di vista psicologico. Di questa politica e di queste amministrazioni facciamo anche volentieri a meno».

L’Unione dei Comuni «poteva essere l’occasione per dipanare questa matassa» osserva Sabrina Cerini, segretaria della Federazione poteri locali Uil; Natale Vitali (Funzione pubblica Cgil) continua sulla stessa linea. «Il primo gennaio l’Unione dovrebbe partire, ma non esistono mandati certi ai dirigenti comunali, né un tavolo sindacale per decidere l’Abc. Provate a chiedere ai dirigenti quale lavoro comune hanno fatto – ha detto ai cronisti –. Zero: si sono incontrati qualche volta ma senza mandato. Questi sindaci ci tengono veramente oppure, come si dice nei corridoi, ognuno vuole continuare a ballare con sua nonna?».

Gabriele Rasconi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google