Un quarto d’ora da brividi tra i tetti che volavano via
In via Beccari a Casaglia scoperchiate abitazioni, divelti alberi e recinzioni La popolazione subito al lavoro aiutata dai vigili del fuoco per tornare alla normalità
CASAGLIA. Rastrelli e motoseghe. Erano questi i rumori che si sentivano ieri mattina a Casaglia. I primi stridevano sul manto ghiaiato del giardino e le altre divoravano tronchi di alberi decennali; alberi caduti, sradicati, spezzati a metà. L'altra sera gli abitanti di via Beccari, specialmente quelli che occupano la strada dal civico 100 in su, hanno passato decisamente quello che si definisce «un brutto quarto d'ora». La base della storia è identica per tutti ma ciascuno ha poi la sua evoluzione da raccontare. Fatto sta che in pochi minuti il vento ha soffiato così forte da portare via camini, scoperchiare tetti, distruggere alberi, serre, reti, piantagioni e pollai. «Ero appena rientrato, saranno state circa le 18,30. Non appena ho messo l'auto in garage è venuto giù il finimondo. Pioggia battente, vento fortissimo. Sono rimasto bloccato in garage e da lì ho visto quello che mai in vita mia avevo visto».
Giancarlo Preti si mette ancora le mani nei capelli. Insieme alla sua famiglia hanno raccolto detriti e oggetti che il vento a portato nella loro proprietà: «Vede questo pezzo di guaina? È di un'altra casa, non è mio eppure è volato fino qui. Nella casa adiacente il vento non ha fatto sconti ha scoperchiato il tetto. Ora dalla camera da letto si vede il cielo! E pensare che le persone che vi abitano avevano da poco finito di sistemare tutta la casa, che peccato».
Lunedì intorno alle 19 sul posto sono arrivate le squadre dei vigili del fuoco che hanno lavorato alacremente fino a mezzanotte per mettere in sicurezza l'abitazione. Ora il tetto è ricoperto di nylon, la pioggia non dovrebbe entrare.
«In pochi istanti il cielo si è fatto scuro e il vento ha cominciato a soffiare. Dalla finestra di casa ho visto passare un uomo in bicicletta lungo la via - racconta una signora - Ho cercato di aprire la porta per offrirgli riparo ma il vento era troppo forte, non ci sono riuscita. Poi la bici è volata via e lui si è aggrappato a un palo della luce. Una scena mai vista».
Ripercorrendo questi episodi la donna, insieme al figlio e alla vicina, ci ha mostrato il giardino. Tutto è andato distrutto. «Il pollaio era nuovo e si è distrutto, perfino la cuccia del cane è volata via. Gli alberi si sono spezzati. Eh - sospirano - ha tirato davvero forte». Ora inizia la conta dei danni e si dovrà capire se, almeno in parte, qualcuno potrà ricorrere a una copertura assicurativa per fronteggiare i danni subiti. Angelo Grazzi ha il garage scoperchiato, sul tetto erano posizionati pannelli fotovoltaici. Anche il fratello, Francesco, aveva investito nel fotovoltaico ma la tromba d'aria di Casaglia si è portata via anche quelli.
«Ci sono costati circa 40mila euro e ora è andato tutto distrutto. Quando il cielo è impazzito io ero a casa e - racconta Angelo - non sono riuscito a scendere dalle scale perché tremavano! Una cosa così qui non si era mai sentita. Il terremoto, d'accordo, era stato uno spavento enorme ma anche questo evento ci ha colto di sorpresa». Mentre i vigili del fuoco sono impegnati nella rimozione di un albero che si è accasciato contro una casa, i casagliesi non perdono tempo. Segano i tronchi degli alberi ormai senza vita, raccolgono le tegole frantumate, controllano che il peggio sia passato. Sono tutti in tuta da lavoro, pronti ad andare nei campi, bisogna pensare ai frutteti e salvare il salvabile.
Intanto la protezione civile dell’Alto Ferrarese si è messa a disposizione disponibili interventi di aiuto alla popolazione di Parma colpita dall’alluvione.
Samuele Govoni
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