Il ministro Franceschini viene a visitare il sito archeologico
Un'altra nave romana riemerge in Valle dopo la "Fortuna Maris" del 1981
Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, domenica sarà in visita al sito archeologico di Santa Maria in Padovetere in valle Pega, dove nei giorni scorsi è venuta alla luce una seconda nave romana, dopo la “Fortuna maris”, emersa nel 1981 a Valle Ponti, grazie a lavori di dragaggio.
A quella che può senza dubbio già definirsi una scoperta archeologica sensazionale, il ministro conferirà il proprio imprimatur insieme ai funzionari e agli archeologi della Soprintendenza, impegnati da fine settembre nei nuovi scavi che stanno interessando la zona, sulla quale insistono le fondamenta dell’antica pieve cristiana del VI sec d.C. Contestualmente agli scavi infatti, nelle scorse settimane erano partiti i lavori di realizzazione di un sentiero per la fruizione turistica del sito, con panchine, servizi igienici, cartelli recanti nozioni storico-culturali e ambientali. I recenti lavori di scavo hanno così fatto emergere dal terreno quella che si può definire, senza tema di dubbio, la scoperta archeologica del secolo, uno scafo della lunghezza di circa 10 metri a fondo piatto e cucito, tecnica che aiuta gli esperti a datarne il varo al periodo augusteo.
La nave romana rinvenuta in Valle Pega sarebbe dunque una “gemella” della più conosciuta nave romana, custodita, per i lavori di restauro, nell’omonimo museo, in una sala di Palazzo Bellini. Secondo le testimonianze trapelate a scavi ormai ben avviati, il nuovo scafo presenterebbe ulteriori, interessanti elementi intorno ai quali indagare a fondo. Non risultano al momento rinvenute suppellettili o reperti di rilievo, se non qualche anfora, ma ciò su cui gli archeologi dovranno puntare le loro attenzioni riguarda la presenza di resti di altre imbarcazioni sopra e accanto allo scafo venuto alla luce nei giorni scorsi. Si è parlato di “un cimitero” di barche, ma questa è solo una delle ipotesi al vaglio, perché quella avrebbe in realtà potuto fungere da struttura di rinforzo di un argine o come area di rimessaggio.
Di certo poi i finanziamenti europei e le risorse stanziate dal Comune per ridare impulso al sito archeologico di Santa Maria in Padovetere e renderlo a tutti gli effetti una zona di interesse storico-culturale, pienamente fruibile, hanno reso possibile il ritrovamento di un reperto antico di così rilevante interesse, che apre una stagione nuova per lo studio dell’archeologia romana e paleo-cristiana. Di sicuro ora i riflettori sono tutti puntati sulla visita del Ministro Dario Franceschini, anche in considerazione del fatto che da tempo si parla della creazione di un nuovo polo museale all’interno dell’ex-ospedale settecentesco degli Infermi che, secondo il progetto del Comune, rilanciato ieri sera in Consiglio Comunale, dovrà ospitare anche il museo del carico della nave romana di Valle Ponti. Naturalmente dovranno essere destinate risorse pure per il recupero ed il restauro del natante appena scoperto.
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