M5S, Fabbri e la possibile espulsione «In cuor mio cambierebbe poco»
Si procede alla convalida degli eletti e il presidente Tagliani domanda: «Siamo tutti d’accordo?». Nessuno fiata. «Bene, perchè fino a un attimo fa si poteva tornare indietro, ora non più»....
Si procede alla convalida degli eletti e il presidente Tagliani domanda: «Siamo tutti d’accordo?». Nessuno fiata. «Bene, perchè fino a un attimo fa si poteva tornare indietro, ora non più». Potrebbe sembrare una innocua battuta quella di Tagliani. Invece è un’affermazione serissima. Lo sa bene Marco Fabbri, che ieri ha varcato il Rubicone. Ora ci sarà battaglia nel campo del Movimento Cinquestelle e difficilmente il sindaco di Comacchio che ha accettato il patto istituzionale con il Pd riuscirà a evitare i fendenti di Grillo e Casaleggio.
Qualcuno ritiene che lei sia un corpo estraneo in questo organismo. Concorda?
«Siamo tutti corpi estranei qui. Nessuno è contento di questa soluzione. Ci stiamo tutti per senso di responsabilità e per il tempo necessario a trasformare questo ente».
Ma se dovesse arrivare un provvedimento disciplinare nei suoi confronti lei come reagirebbe?
«Vediamo prima le motivazioni».
In cuor suo un’eventuale espulsione o una misura comunque punitiva lei se l’aspetta? E come le considererebbe?
Non la riterrei una cosa oppurtuna. In cuor mio cambierebbe poco perchè il giorno dopo mi sveglierei sempre con il dovere e la necessità di governare Comacchio.(m.p.)
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