La Nuova Ferrara

Ferrara

FERRARA

Carice con Carife? «Condivisibile»

Carice con Carife? «Condivisibile»

Maiarelli, presidente della Fondazione della Cassa ferrarese, apprezza Roncarati. E BpVi? «Spento ogni contatto»

3 MINUTI DI LETTURA





La Cassa di Risparmio di Cento chiama. La Fondazione della Cassa di Risparmio di Ferrara risponde. In senso figurato le braccia di Riccardo Maiarelli sono spalancate in direzione dell’istituto di Cento. Carlo Alberto Roncarati, presidente di questa Cassa centese, infatti, ha fatto intendere che sta lavorando per integrare Carife in una strategia di irrobustimento per far fronte ai tempi.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.10128330:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2014/10/16/news/la-caricento-vuole-carife-senza-indugi-1.10128330]]

È una conferma dell’ipotesi 2 che nel nostro ragionamento, apparso ieri sulla Nuova, compone una tabella di questo genere:

1. La Carice manifesta interesse per la Carife per una questione di rodata amicizia e vicinanza: compete con la BpVi per tirare su la quotazione dell' istituto ferrarese, ma poi se ne esce. Buonasa maritana.

2. La Carice ha intenzioni vere, realistiche. Vuole provare davvero a rimodularsi acquisendo la Carife.

3. La Carice è sostenuta nell' iniziativa con una cordata che vede la presenza delle Casse di Risparmio di Rimini e di Cesena per la costituzione di una sorta di federazione.

4 La Carice ha il timor panico dell'approdo della BpVi nel territorio. Così si infila nei negoziati per trattare con i veneti un patto di non belligeranza.

Maiarelli, quale ipotesi sceglie dal suo punto d'osservazione?

«L’ipotesi 2 va bene, è quella giusta, assolutamente. La Banca d’Italia ha infatti valutato e ha ritenuto adeguato lo standing di Caricento e le ha aperto la data room. Aggiungo un’altra osservazione, se vuole molto più venale: analizzare i dati contenuti nella data room costa. Caricento, al di là delle doverose relazioni di vicinanza, non può esaminare i dati di Carife forniti dai commissari esclusivamente per le altre ipotesi che lei ha citato ieri, tipo alzare il prezzo o ipotizzare accordi con la Popolare di Vicenza. Ripeto, vale l'ipotesi 2. I dati Carife ora li conosce anche Cento. Noi no. Per il patto di assoluta riservatezza la Cassa presieduta da Roncarati non ci fornisce informazioni. Credo stiano facendo considerazioni su ciò che hanno reperito nella data room».

La Fondazione Carife ha ricevuto nuovi segnali da Vicenza?

«No. Probabilmente i temporali di questo periodo hanno spento ogni contatto».

Il problema irrisolto di Commercio & Finanza, tra le altre situazioni, starebbe tenendo alla larga Vicenza.

«Auspico che ci sia una via d'uscita adesso, perché se non andasse come Caricento sta pianificando, e dovessimo prendere in considerazione la Popolare di Vicenza, quest'ultima dovrebbe fare delle valutazioni ulteriori, e di conseguenza passerebbero altri mesi».

Maiarelli, però se il nodo di Commercio & Finanza non si risolve, il blocco varrebbe per tutti.

«Certo, vale per tutti. La questione di Commercio & Finanza è quella centrale. Se l'offerta formulata è quella che i commissari hanno ritenuto inaccettabile e quindi rifiutata, ecco che la Vicenza deve fare una nuova diligence, quindi trascorrerebbero altri mesi».

Altri mesi d’attesa però potrebbero permettere a Caricento di individuare il partner finanziatore. Il tempo, quindi, per chi lavora?

«Nel maggio prossimo scadranno i ventiquattro mesi del commissariamento e va trovata una soluzione. Credo ci sia la volontà dell'organo di vigilanza di arrivare a quel mese con delle soluzioni. Così è anche la nostra volontà. I commissari hanno già venduto sedici sportelli, chissà, forse potrebbero venderne altri. Ecco, non voglio nemmeno pensare a uno scenario nel quale non si concretizzi una soluzione per Carife. Ripeto, l'impegno è massimo per trovare una soluzione».

Sintonia totale fra Cento e Ferrara, dunque?

«Concordo sulle considerazioni fatte da Caricento. L'idea che una banca sana, ben governata e ben gestita possa essere immaginata alle prese per un'operazione diversiva non mi piace, ed è, come ho detto, impossibile. Quella di Caricento è una proposta che ha un senso e un valore, al di là dell'allegoria di Davide contro Golia.

Nelle dichiarazioni di Roncarati leggo una prospettiva di lungimiranza assolutamente condivisibile, cioè che anche Carice deve pensare al suo futuro. Bene fa il presidente a preoccuparsi di questo aspetto. Una delle chiavi di lettura del domani immediato è quella dell'irrobustimento sul territorio con Carife. Ripeto, il concetto è condivisibile». (st.sc.)

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google