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«La scuola del governo Renzi? Aziendalista e apre ai privati»

«La scuola del governo Renzi? Aziendalista e apre ai privati»

Iniziativa dei candidati alle Regionali per la lista L'Altra Emilia Romagna fuori dall'Istituto Bachelet dove era in visita Alessandro Fusacchia, capo di gabinetto del ministero dell’Istruzione, che ha presentato la campagna governativa “La Buona Scuola” ai dirigenti scolastici

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FERRARA. Giovedì pomeriggio all’istituto Bachelet c’era Alessandro Fusacchia, capo di gabinetto del ministero dell’Istruzione, che ha presentato la campagna governativa “La Buona Scuola” ai dirigenti scolastici ferraresi e ai rappresentanti di insegnanti e studenti.

All’esterno i maestri elementari Mauro Presini e Margherita Aurora, entrambi candidati alle regionali per la lista L’Altra Emilia Romagna, hanno organizzato un presidio. «Il governo sta inscenando una “pseudo consultazione” – dicono – perché tutto è già deciso. La scuola di Renzi è aziendalista, vede con favore l’ingresso dei privati e non cita mai la Costituzione. Si tratta di una riforma che riflette il personaggio: furba, finta e frivola».

L’annunciata assunzione di 150mila insegnanti precari, aggiungono Presini e Aurora, in realtà è quanto ci imporrà il 26 novembre la Corte europea di giustizia che con ogni probabilità condannerà l’Italia a una multa salata: «Alla fine Renzi se ne prenderà il merito. Un elemento positivo camuffato in una riforma – aggiungono - che non affronta i problemi quotidiani della scuola: non si compilano le graduatorie in tempo utile per l’inizio dell’anno scolastico e ciò provoca continui cambi dei docenti alla faccia della continuità didattica, le deroghe per gli alunni disabili sono inferiori alle necessità di personale, il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa è dimezzato e si chiedono contributi alle famiglie. Il tutto avanzando un concetto di “merito” basato su criteri indefiniti e che comporterà “risparmi finanziari”.

Per il duo Presini-Aurora va considerato il ddl scritto sulla base del progetto di legge di iniziativa popolare “Per la scuola della Repubblica” su cui nel 2006 si raccolsero oltre 100mila firme: “Meriterebbe la stessa dignità e attenzione di questa campagna propagandistica dove l’ascolto è solo di facciata”.

Fabio Terminali

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