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ieri un convegno sulla figura storica

Matteotti, il fascismo e l’attività di sindacalista

Matteotti, il fascismo e l’attività di sindacalista

Giacomo Matteotti non fu solo Deputato e dirigente di partito ma anche, dopo l'eccidio del Castello estense del 20 dicembre 1920, segretario della Camera di Lavoro di Ferrara. "Matteotti sindacalista"...

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Giacomo Matteotti non fu solo Deputato e dirigente di partito ma anche, dopo l'eccidio del Castello estense del 20 dicembre 1920, segretario della Camera di Lavoro di Ferrara. "Matteotti sindacalista" è il nome del convegno svoltosi ieri nella Sala del Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara, dedicato a questo suo ruolo meno noto ma non meno importante. Raffaele Atti (segretario generale Cgil di Ferrara) nella sua introduzione ha denunciato come «anche oggi molti mettano in dubbio il ruolo del sindacalismo confederale». Da qui l'importanza di «rivendicare la propria storia, come stratificazione di valori e pratiche per il presente». Sono seguiti i saluti di Tiziano Tagliani e Tiziana Michela Virgili, rispettivamente sindaco di Ferrara e di Fratta Polesine (dove nacque Matteotti). Poi le relazioni di Massimo Luigi Salvadori, Anna Salfi (presidente Fondazione Argentina Bonetti Altobelli), Antonella Guarnieri (Museo del Risorgimento e della Resistenza), Davide Mantovani, Gennaro Acquaviva (Presidente Fondazione Socialismo) e Adolfo Pepe (Direttore Fondazione Giuseppe Di Vittorio). È venuta fuori l'immagine di un Matteotti ostracizzato anche da comunisti e socialisti massimalisti, nonostante il suo autentico riformismo e il suo aver visto, primo fra tutti, l'inevitabile approdo dittatoriale del fascismo, a dimostrazione del suo essere un "veggente politico".

Andrea Musacci

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