«Puntiamo a trasferire gli uffici»
Lunga discussione in consiglio comunale sulla questione trasloco
COMACCHIO. Alla fine una risposta secca non c’è stata. La seduta del consiglio comunale di mercoledì fissata appositamente per discutere del trasloco degli uffici del sindaco da piazza Folegatti a Palazzo Bellini si è conclusa con un “nì”. Dopo una breve precisazione iniziale del sindaco Marco Fabbri riguardante i nuovi scavi archeologici «per i quali verrà organizzata una conferenza apposita, insieme anche alla Soprintendenza dei beni culturali», si è entrati nel vivo del consiglio. Il primo a prendere la parola è stato Davide Michetti, consigliere dell’Onda: «Signor sindaco durante la scorsa seduta come un re ha approfittato della nostra assenza, dovuta alla solita mancanza di rispetto nei nostri confronti, per fare il suo monologo. Tanti comacchiesi hanno fatto sacrifici per Palazzo Bellini, sono stati investiti oltre 10 milioni di euro in quello che oggi è un vero e proprio luogo di cultura». «Trasferire gli uffici al suo interno - prosegue il consigliere dell’opposizione - non solo significa snaturare la sua funzione, ma anche non ascoltare i cittadini e spendere altri soldi per traslochi e adeguamenti». Come lui anche i consiglieri capigruppo Di Munno (Pdl - Il faro) e Felletti (Pd) hanno espresso il proprio disappunto su questa scelta. «Se aveste avuto l’umiltà di fare due chiacchiere con noi, non ci sarebbe stato bisogno di questo consiglio ma la vostra arroganza ci ha portato qui. Vi avevamo detto che Comacchio è contrario a questo spostamento ma non ci avete ascoltato». E incalzando sulle elezioni provinciali Di Munno continua: «Il nostro sindaco è andato a creare un’alleanza. A cosa è dovuta questa sua candidatura superblindata nel partito democratico? Mai al mondo sarebbe dovuto andare da quel partito che a Comacchio ha causato sfaceli». La Felletti poi, ha fatto leva sulle tremila firme raccolte contro il trasloco degli uffici: «Proseguire in questo progetto significherebbe snaturare Palazzo Bellini e infliggere una ferita a una piazza che è già morente, mi pare un’azione miope». Marco Fabbri, dopo aver ascoltato le posizioni della minoranza, ha risposto dicendo che l'unica cosa al momento realmente deliberata è lo spostamento del museo del carico nell'ospedale seicentesco degli Infermi, per il resto, ha affermato, non c’è ancora nulla di stabilito.
Samuele Govoni
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