«Tutto previsto, si prepara la lista civica»
Questa la convinzione dei rappresentanti delle forze politiche di minoranza a Comacchio
COMACCHIO. Che l’espulsione del sindaco Marco Fabbri dal Movimento 5 Stelle fosse nell’aria è parere di molti. E c’è anche chi si domanda se la candidatura in Provincia non fosse una scelta pilotata per farsi espellere dal Movimento e, in un futuro, correre con una lista civica singola senza doversi interfacciare con un gruppo di appartenenza. «Quella dell’espulsione è una scelta del Movimento e io preferisco non mettere il naso. Penso però - afferma Maura Tomasi, Lega Nord - che se uno sceglie di posizionarsi all’interno di un partito debba anche osservarne le regole. Non posso dire se la scelta presa dai 5 Stelle nei confronti di Fabbri sia giusta o sbagliata. Il sindaco certamente con la sua candidatura in Provincia sapeva a cosa andava incontro. Fabbri adesso è solo». Francesca Felletti, capogruppo del Pd, non vuole commentare le scelte interne del Movimento ma da esponente delle istituzioni vuole sottolineare che «la linea politica del sindaco di Comacchio è quasi schizofrenica. Oggi dice di poter fare a meno del M5S per governare e allora perché non si è presentato da solo due anni fa? All’epoca preferiva avere un gruppo di supporto alle spalle? Guardando al futuro mi chiedo fino a che punto possa arrivare il suo trasformismo». Davide Michetti, capogruppo dell'Onda, non “crocifigge” la scelta di Fabbri di partecipare alle elezioni provinciali perché «per il territorio serviva un esponente»; piuttosto dice di non condividere il percorso con cui questo discorso è stato affrontato. «C'era la possibilità di eleggere anche un consigliere comunale, non doveva essere per forza il primo cittadino - spiega Michetti - e allora perché Fabbri, pur conoscendo le regole del Movimento, ha scelto di candidarsi? È stato uno scontro voluto? Forse voleva liberarsene per avere in futuro una sua lista civica». Mentre Alberto Lealini (Voce giovane per Comacchio), preferisce astenersi da qualsiasi commento, Antonio di Munno, capogruppo Pdl - Il Faro, non si risparmia: «Sono stanco delle bugie di Fabbri. Ho letto sul blog di Grillo che il sindaco era stato informato della scelta presa dal Movimento già giorni fa, ma ha preferito non parlarne né in Provincia e nemmeno durante il consiglio. Ora dovrà prendersi le sue responsabilità e - affonda - se fosse una persona seria dovrebbe andare a casa».
Samuele Govoni
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