«Una inutile montagna di carta»
Zadro contro la burocrazia elettorale: copie, timbri, errori. E il web?
«Sto lavorando a tempo pieno da dieci giorni per queste candidature, comincio con le telefonate alle 7: è incredibile la quantità di carta che questa burocrazia ci costringe a produrre, nell’era del web». Rossella Zadro, referente provinciale di Centro democratico, racconta così l’odissea che è comune a tanti ‘colleghi’: «Per candidarsi bisogna anzitutto firmare l’atto di accettazione, producendo il certificato elettorale. Poi bisogna scegliere il mandatario elettorale che gestisce i fondi, aprire un conto corrente bancario, con quel che significa in termini di carte, e lavorare sui preventivi dei “santini”. Il tutto va inviato alla Corte dei conti regionale». Ma è solo l’inizio: chi cura la lista deve predisporre il cosiddetto atto principale, con tutti i dati dei candidati, e l’atto di collegamento con il candidato presidente («una montagna di carta e timbri»). Poi c’è la raccolta delle firme, su fogli con il simbolo delle dimensioni esatte indicate dalla legge («per ogni minimo errore ti fanno rifare tutto»), e l’autenticazione: per ogni firmatario bisogna poi chiedere copia del certificato elettorale al Comune di residenza. «In tutta questa burocrazia è inevitabile che qualche foglio si perda, così bisogna passare delle ore tra uffici comunali per rintracciarlo: a me è successo anche ieri mattina» racconta Zadro. Infine c’è la procedura degli scrutatori e dei rappresentanti di lista.
Non proprio una cosa a portata di un qualunque cittadino, la burocrazia elettorale.
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